NZD/USD ha esteso il rialzo per la terza seduta consecutiva, toccando un nuovo massimo da inizio giugno in area 0,5965–0,5970 durante gli scambi asiatici di venerdì, mettendo la coppia in rotta per un robusto guadagno settimanale. Il movimento è stato sostenuto da un Dollaro USA più debole, dopo che i mercati hanno ridimensionato le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, mentre il Dollaro neozelandese ha trovato supporto nelle scommesse su un ulteriore incremento dei tassi da parte della Reserve Bank of New Zealand. Anche il quadro tecnico è rimasto solido, con la coppia sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 200 periodi a 0,5851, rafforzando un’impostazione rialzista nel breve termine.
Propensione al rischio e fattori geopolitici
La propensione al rischio è rimasta sensibile alle preoccupazioni sull’inflazione legate all’aumento dei prezzi del petrolio e alla crisi in Medio Oriente, mentre i verbali del FOMC dal tono hawkish hanno mantenuto sul tavolo la possibilità di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria statunitense. I premi geopolitici sono rimasti elevati, con i trader che hanno monitorato lo stallo USA–Iran sullo Stretto di Hormuz, insieme alla retorica sull’applicazione delle sanzioni. La Nuova Zelanda ha registrato a luglio un disavanzo commerciale mensile di 1,95 miliardi di dollari neozelandesi; tuttavia, l’azione dei prezzi è rimasta guidata soprattutto dalle dinamiche del biglietto verde, con i PMI flash USA e i titoli geopolitici destinati a orientare i movimenti nel breve periodo.
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