Il Dow Jones Industrial Average ha oscillato intorno a 53.050 punti, in calo di oltre 400 punti, dopo che i robusti dati statunitensi diffusi alle 12:30 GMT non sono riusciti a rilanciare l’appetito per il rischio. L’indice di attività corrente della Fed di Philadelphia è salito a 47,4 in agosto da 41,4, contro un consenso a 25, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 206 mila, rispetto alle 210 mila attese e alle 212 mila precedenti. Gli indicatori prospettici sono risultati ancora più solidi: l’attività generale a sei mesi è balzata di 39 punti a 73,6, massimo da agosto 1983, con i nuovi ordini futuri a 66,0 e le spedizioni future a 63,5. Anche le misure sui prezzi hanno mostrato un rafforzamento, con i prezzi pagati futuri in aumento di 6 punti a 62,9 e i prezzi incassati futuri in rialzo di 18 punti a 59,8, entrambi sopra le medie di lungo periodo.
I rendimenti dei Treasury sono saliti, invertendo il rally della seduta precedente, con il trentennale tornato sopra il 5,25% e il decennale vicino al 4,70%, entrambi in aumento di oltre cinque punti base, nonostante i piani per almeno raddoppiare i buyback sulle scadenze lunghe a 4 miliardi di dollari da 2 miliardi; il debito federale ha superato i 40.000 miliardi di dollari mercoledì e il primo acquisto di dimensione maggiore è previsto per il 9 settembre. Walmart è scesa di quasi il 9% dopo che le vendite comparabili negli USA sono aumentate del 2,6% contro una stima del 3,8%, contribuendo per circa 60 punti al Dow, mentre le vendite al dettaglio di luglio sono calate dello 0,6% e il dato preliminare sulla fiducia di agosto è sceso a 51. Il petrolio è avanzato del 2%, con il WTI poco sotto 88,00 dollari e il Brent sopra 93,50 dollari. Il PMI preliminare di agosto è atteso venerdì alle 13:45 GMT, con il manifatturiero visto a 53,8 da 53,9 e i servizi a 54 da 54,6, dopo un composito precedente a 54,5; il Dow è poi scivolato di circa 200 punti dopo le 15:10 GMT. Sul piano tecnico, la resistenza si colloca a 53.200, poi 53.500 e 53.800, con il record poco sotto 54.750, mentre il supporto è a 53.000, poi 52.750 e la EMA a 50 giorni in area 52.500; lo Stoch RSI è vicino a 68 su base giornaliera e intorno a 25 su un grafico a cinque minuti, con invalidazione in caso di chiusura giornaliera sopra 53.500.
Strategie di trading difensive in un contesto ribassista
Raccomandiamo ai trader di derivati di adottare nelle prossime settimane un’impostazione difensiva e ribassista, mentre sul mercato domina la dinamica “buone notizie = cattive notizie”. Con il debito nazionale che ha appena superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari, l’aumento dei rendimenti obbligazionari sta comprimendo in modo significativo le valutazioni azionarie. Storicamente, quando il rendimento del Treasury decennale sale verso il 4,7%, come accade ora, gli indici azionari subiscono una forte pressione al ribasso, analoga alla correzione del 10% osservata a fine 2023.
Per posizionarsi su questo movimento, i trader dovrebbero concentrarsi sull’acquisto di opzioni put a breve scadenza sul Dow Jones Industrial Average, puntando a una rottura del cruciale livello di supporto a 53.000. Lo Stochastic RSI giornaliero sta ripiegando dalla banda alta, segnalando che il momentum si è spostato con decisione a favore dei venditori. Se l’indice chiude sotto 53.000, si apre la strada a un rapido calo verso la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni in area 52.500.
Opportunità su derivati di volatilità ed energia
Vediamo inoltre opportunità potenzialmente molto profittevoli nel trading di derivati su volatilità ed energia. Con il Brent in salita oltre 93,50 dollari e il WTI vicino a 88 dollari a causa dell’aumento delle tensioni geopolitiche, le opzioni call legate al comparto energetico offrono una copertura efficace contro un più ampio calo dell’azionario. Storicamente, rialzi prolungati dell’energia sopra 90 dollari al barile agiscono come una tassa diretta sui consumatori, il che spiega perché giganti della distribuzione come Walmart stiano già segnalando un marcato calo dell’affluenza nei negozi.
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