Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che il Tesoro potrebbe aumentare i riacquisti di bond oltre i 4 miliardi di dollari, inquadrando la mossa anche come un segnale del fatto che i rendimenti attuali divergono dai fondamentali economici sottostanti, pur insistendo che i tassi d’interesse non sono un fattore determinante della decisione. Ha inoltre affermato che c’è un’ottima probabilità che il deficit USA abbia già raggiunto il picco e ha indicato che l’amministrazione probabilmente porrà maggiore enfasi sul consolidamento fiscale. Bessent ha minimizzato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari di debito e ha detto che nel 2026 le entrate da dazi dovrebbero essere simili ai livelli del 2025.
Sul coordinamento monetario, ha detto che il Tesoro e la Federal Reserve lavorerebbero insieme in caso di cambiamenti al bilancio della Fed, aggiungendo che la politica si adeguerebbe se necessario. Ha inoltre richiamato misure basate sul mercato che indicano un’inflazione più bassa in prospettiva. I mercati sono rimasti in gran parte stabili: il Dollar Index era sostanzialmente invariato intorno a 98,80, mentre il rendimento del Treasury decennale è salito di oltre 6 punti base nella seduta a circa 4,70%, dopo il calo di mercoledì.
Rendimenti obbligazionari, derivati e l’impatto dei riacquisti del Tesoro
Riteniamo che i trader sui derivati debbano prepararsi a un potenziale tetto ai rendimenti di lungo periodo, mentre il Tesoro si appresta ad ampliare il programma di buyback oltre la soglia dei 4 miliardi di dollari. Con il rendimento del Treasury decennale attualmente vicino al 4,70%, queste operazioni su scala maggiore sono pensate per immettere liquidità e attenuare le distorsioni di mercato. I trader dovrebbero valutare un posizionamento per un “bull flattener” della curva dei rendimenti tramite opzioni sui futures dei Treasury, anticipando che i rendimenti sulla parte lunga potrebbero scendere gradualmente nelle prossime settimane.
Poiché gli indicatori di mercato segnalano un’inflazione futura più bassa, la volatilità implicita sui derivati sui tassi è verosimilmente destinata a diminuire. Raccomandiamo di vendere premio sulle opzioni sui tassi d’interesse o di utilizzare swaption per trarre vantaggio da questo quadro più stabile. I dati storici dei primi avvii dei buyback del Tesoro nel 2024 mostrano che immissioni di liquidità mirate smorzano in modo coerente la volatilità del mercato obbligazionario.
Stabilità valutaria e opportunità sui tassi a breve
Con il deficit USA stimato già al picco e il consolidamento fiscale che torna al centro, ci si attende che la recente stabilità del dollaro intorno a 98,80 persista. Proponiamo strategie in opzioni “range-bound”, come gli iron condor sulle principali coppie valutarie, per beneficiare dell’assenza di un momentum direzionale. Questa attesa disciplina fiscale dovrebbe mantenere bassa la volatilità valutaria avvicinandoci a settembre.
Eventuali prossimi cambiamenti al bilancio della Federal Reserve, sceso a circa 6.400 miliardi di dollari, saranno strettamente coordinati con questi buyback del Tesoro per prevenire tensioni sui mercati del funding. Consigliamo ai macro trader di monitorare con attenzione gli spread nei futures sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR) per intercettare possibili disallineamenti di prezzo. Sfruttare queste discrepanze sui tassi a breve sarà cruciale mentre Tesoro e Fed allineano la gestione della liquidità.
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