Proseguono le valutazioni sul piano di riacquisto di Treasury di Scott Bessent, varato lo stesso giorno in cui il debito USA ha superato i 40.000 miliardi di dollari. L’articolo sostiene che la metrica chiave sia il debito detenuto dal pubblico, stimato a 32.260 miliardi, che deve essere finanziato sui mercati. WolfStreet inquadra l’operazione come uno scambio di debito più vecchio a cedola bassa con nuove emissioni a costo più elevato: un buyback proposto da 14 miliardi viene confrontato con 4.400 miliardi di Treasury decennali e 5.500 miliardi di titoli a 20 e 30 anni, il che implica una scala di circa lo 0,14% di un segmento vicino ai 10.000 miliardi.
I verbali di luglio della Fed sono stati descritti come poveri di novità, con tre membri favorevoli a un rialzo; ING ha osservato che quel voto ha preceduto dati sul lavoro deboli, vendite al dettaglio morbide e un’inflazione più sostenuta, e si attende tassi fermi ben dentro il 2027. Separatamente, Kevin Warsh avrebbe espresso la preferenza per sei riunioni di politica monetaria l’anno anziché otto. Nel breve, l’attenzione si sposta sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e sull’indice della Fed di Philadelphia, mentre i prossimi acquisti del Tesoro sono in programma per il 9 settembre; Reuters ha scritto che i buyback non modificano i totali di finanziamento ma potrebbero spostare la raccolta verso le scadenze brevi, spesso etichettato come “operation twist”.
Strategia di trading alla luce dell’intervento sul Treasury
Consigliamo ai trader di derivati di guardare oltre il rumore immediato legato all’inaspettato buyback obbligazionario da 14 miliardi di dollari del Tesoro. Pur avendo contribuito a calmare per breve tempo la recente ondata di panico sui mercati, l’intervento coincide con il traguardo simbolico del debito pubblico statunitense complessivo oltre i 40.000 miliardi. Con il debito netto detenuto dal pubblico a un record di 32.260 miliardi, questa modesta iniezione di liquidità rappresenta appena lo 0,14% del mercato dei Treasury a lunga scadenza in circolazione.
I trader dovrebbero prepararsi a una volatilità localizzata in vista dei prossimi acquisti di buyback, programmati per il 9 settembre 2026. Raccomandiamo l’utilizzo di opzioni a breve scadenza per sfruttare una temporanea compressione dei rendimenti sui Treasury a 10 e 30 anni. Tuttavia, va tenuto presente che i precedenti storici, come l’Operation Twist del 2011, mostrano che uno spostamento verso finanziamenti a breve raramente modifica la traiettoria di lungo periodo al rialzo dei tassi.
Posizionamento per tassi persistentemente elevati e tenuta dell’azionario
Con la Federal Reserve probabilmente orientata a mantenere i tassi fermi ben oltre il 2027, suggeriamo di posizionarsi per uno scenario di “no landing”, in cui la crescita economica prosegue. Questo contesto favorisce call a breve scadenza sui principali indici azionari, mentre i colossi tecnologici ricchi di liquidità continuano a trainare i rialzi di mercato. Resta comunque la consapevolezza che operare in questo ambiente è come essere una rana in acqua che si riscalda fino all’ebollizione.
Per proteggersi da un’inversione improvvisa, consigliamo l’acquisto di put protettive a lunga scadenza sull’azionario come copertura a basso costo. Il Tesoro sta sostituendo debito vecchio ed economico con nuovo debito molto più caro, il che inevitabilmente eserciterà pressione al rialzo sui rendimenti. Se questi interventi non riuscissero a contenere l’aumento dei rendimenti, la reazione del mercato potrebbe innescare una correzione marcata e inattesa su tutte le asset class.
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