Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno lanciato la loro azione economica più severa contro l’Iran, presentandola come una campagna di conflitto economico e isolamento e avvertendo che qualsiasi Paese che consenta il sostegno finanziario dovrà affrontare conseguenze economiche. Ha citato un’ampia gamma di presunti canali, tra cui contrabbando di petrolio, linee di swap, trasferimenti di contante, case di cambio, registri navali e società di comodo, affermando che queste rotte dovrebbero essere chiuse. Trump ha inoltre indicato che gli Stati Uniti potrebbero tornare a negoziare con l’Iran in una fase successiva, descrivendo al contempo le condizioni attuali come favorevoli.
Nel Golfo, gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che sospenderanno tutti gli scambi con Teheran dopo che due missili balistici hanno preso di mira gli EAU, accusa che l’Iran ha negato. I prezzi del greggio sono rimasti stabili: al momento della stesura, il West Texas Intermediate segnava +0,02% a 85,28 dollari.
Rischi per il mercato del petrolio e outlook di trading
Con il presidente USA Trump che minaccia sanzioni senza precedenti contro l’Iran e gli EAU che bloccano il commercio, riteniamo che i mercati energetici stiano sottovalutando in modo marcato il rischio di una grave interruzione dell’offerta. Sebbene il WTI sia attualmente stabile intorno a 85,28 dollari, la minaccia di sanzioni secondarie contro i Paesi che facilitano il contrabbando di petrolio iraniano mette fino a 1,5 milioni di barili al giorno di export a rischio immediato. I trader sui derivati dovrebbero sfruttare questa calma prima della tempesta posizionandosi per un forte movimento al rialzo dei prezzi del petrolio nelle prossime settimane.
Strategie consigliate e impatti regionali
Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money sul WTI con scadenza ottobre e novembre 2026 per catturare l’inevitabile premio per il rischio geopolitico. Storicamente, shock improvvisi dell’offerta nel Golfo Persico, come gli attacchi del 2019 alle infrastrutture petrolifere saudite, hanno portato i prezzi del petrolio a impennarsi di oltre il 14% in una singola seduta. La volatilità implicita nelle opzioni sul petrolio è attualmente relativamente contenuta, rendendo particolarmente interessanti in questo momento strategie long volatility come gli straddle.
Poiché la Cina resta il principale acquirente di greggio iraniano, importando la stragrande maggioranza delle esportazioni giornaliere dell’Iran, un’applicazione rigorosa delle sanzioni secondarie statunitensi comprimerebbe fortemente i margini di raffinazione asiatici. I trader dovrebbero valutare posizioni corte su future degli indici asiatici più esposti ai consumi energetici oppure l’acquisto di opzioni put sui principali conglomerati della raffinazione nella regione. Prevediamo che, man mano che gli Stati Uniti inizieranno a colpire società di comodo e registri navali, i noli marittimi globali subiranno un’impennata, rendendo le posizioni lunghe su derivati del trasporto marittimo un’altra operazione potenzialmente molto redditizia.
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