USD/JPY è sceso dello 0,92% mercoledì fino a poco sopra 158,00, segnando il calo giornaliero più marcato dai tempi dell’intervento di inizio agosto e chiudendo sulla propria Media Mobile Esponenziale (EMA) a 200 giorni. Il movimento ha seguito un cambiamento sul tratto lungo della curva USA dopo che il Tesoro americano ha dichiarato che almeno raddoppierà la dimensione dei buyback di supporto alla liquidità sui titoli a più lunga scadenza, portando ogni operazione da 2 miliardi di dollari ad almeno 4 miliardi, nel periodo dal 9 settembre al 4 novembre. Il rendimento del trentennale aveva scambiato sopra il 5,33% il 18 agosto, massimo da giugno 2007, per poi ritracciare di quasi 10 punti base, mentre il decennale è sceso verso 4,65%. Il tasso di riferimento giapponese è all’1,00% contro un corridoio del 3,50%-3,75% negli Stati Uniti, e i flussi del precedente intervento hanno totalizzato ¥8,45 trilioni in una sola sessione, seguiti da circa ¥5,3 trilioni in coordinamento con il Tesoro USA.
L’attenzione si sposta ora su aspettative di politica monetaria e dati di breve periodo. La Bank of Japan ha mantenuto i tassi all’1,00% a luglio, mentre i prezzi di mercato per un rialzo a settembre sono poco sotto l’80%, in aumento da circa il 65% della prima settimana di agosto; i prezzi all’ingrosso sono saliti del 7,2% a/a a luglio e l’indice dei prezzi all’import in Yen è aumentato del 29,1%. L’attività domestica è risultata più debole, con il PIL del 2° trimestre all’1,1% annualizzato contro il 2% atteso. I dati sul commercio di luglio sono attesi mercoledì alle 23:50 GMT, con un deficit stimato a ¥680 miliardi rispetto ai ¥406,9 miliardi precedenti; export visto al 19,9% dal 19,3% e import al 26,5% dal 25,4%. Segue l’inflazione nazionale giovedì alle 23:30 GMT, con l’ex-fresh food prevista all’1,8% dall’1,6%, e headline e core entrambe a fronte dell’1,7% precedente; sul piano tecnico, resistenze a 158,50 e poi 159,50, supporti sulla EMA 200 giorni sotto 158,00 e quindi 157,50 e 156,50, con il minimo da intervento poco sopra 155,00, e Stoch RSI intorno a 32.
Strategia di trading e dinamiche di mercato
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un test delle aree inferiori su USD/JPY entrando nelle ultime settimane di agosto 2026. Il recente calo del cross fino a poco sopra 158,00, con approdo diretto sulla EMA a 200 giorni, è stato innescato dalle iniezioni di liquidità del Tesoro USA più che da un’azione diretta da Tokyo. Con il rendimento del decennale USA in discesa verso 4,65%, la riduzione del differenziale dei tassi sta sostenendo lo Yen.
Storicamente, gli interventi valutari del Ministero delle Finanze offrono solo sollievo di breve periodo, come visto quando precedenti operazioni da diversi trilioni di Yen hanno rapidamente perso circa metà dei guadagni nell’arco di poche settimane. Poiché il vero driver resta il mercato obbligazionario USA, riteniamo che vendere i rimbalzi sotto la resistenza di 159,50 offra un profilo rischio-rendimento fortemente asimmetrico su cui i trader dovrebbero concentrarsi. Se la EMA a 200 giorni a 158,00 dovesse cedere in chiusura giornaliera, si aprirebbe spazio per una discesa rapida verso 157,50 e, successivamente, verso la “tasca” di liquidità a 156,50.
Rischio di policy e prospettive di volatilità
Questo momentum ribassista è ulteriormente complicato dalla prossima decisione di politica monetaria della Bank of Japan a settembre, per la quale i mercati swap prezzano una probabilità prossima all’80% di un rialzo dei tassi per contrastare l’inflazione importata. Tuttavia, occorre monitorare se un rafforzamento dello Yen, indotto dal calo dei rendimenti USA, finisca per ridurre l’incentivo della BoJ a irrigidire ulteriormente la politica. Per i trader di opzioni e futures, è altamente probabile una concentrazione della volatilità attorno al “pavimento” strutturale di 155,00, rendendo interessanti put ribassiste a breve scadenza prima che il Tesoro USA inizi a raddoppiare le operazioni di buyback il 9 settembre.
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