L’euro è salito di oltre lo 0,85% contro il dollaro USA negli scambi nordamericani di mercoledì, portando EUR/USD in area 1,1673–1,1678 e mantenendolo vicino ai massimi da due mesi e mezzo, mentre il calo dei rendimenti statunitensi ha compensato il tono hawkish emerso dagli ultimi verbali della Fed. Dal resoconto è emerso che alcuni partecipanti, insieme a tre dissenzienti, hanno sostenuto che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi qualora il processo di disinflazione si arrestasse, mentre molti hanno ritenuto probabile un ulteriore inasprimento se l’inflazione non dovesse scendere. Non c’è stata alcuna discussione su un allentamento. Separatamente, il presidente della Fed Kevin Warsh ha ventilato l’idea di sei riunioni di politica monetaria per consentire due mesi di dati completi, anche se il calendario 2026 resterà invariato; l’attenzione si è anche spostata su un buyback del Tesoro USA sui titoli a lunga scadenza, che fonti Bloomberg hanno descritto come una forma di controllo della curva dei rendimenti volta a comprimere i tassi di lungo periodo.
Nell’area euro, a luglio l’inflazione HICP è salita al 2,9% dal 2,8% e l’inflazione di fondo è aumentata al 2,5% dal 2,4%. I mercati si aspettano che la BCE aumenti i tassi di 25 punti base il 10 settembre, con i money market che prezzano una probabilità dell’88%, secondo i dati di Prime Terminal. Sul grafico, l’RSI a 14 periodi è a 72,8, con resistenza in area 1,1849 e supporto intorno a 1,1678, poi a 1,1459 e sul cluster di medie mobili in area 1,1470.
Contesto macro e strategia di trading
Suggeriamo ai trader di derivati di adottare un’impostazione moderatamente rialzista su EUR/USD, mentre la coppia oscilla vicino al massimo da due mesi e mezzo a 1,1673. Sebbene i verbali hawkish della Fed abbiano introdotto volatilità sul dollaro, i buyback attivi di obbligazioni da parte del Tesoro USA stanno mantenendo compressi i rendimenti a lungo termine, esercitando una pressione strutturale sul biglietto verde. Questa compressione della curva, unita a un HICP dell’Eurozona in aumento al 2,9%, crea un solido contesto macro a favore della forza dell’euro.
Con i money market che prezzano una probabilità dell’88% di un rialzo di 25 punti base da parte della BCE il 10 settembre, ci aspettiamo che la pressione al rialzo sull’euro persista nelle prossime settimane. Per capitalizzare questo scenario, i trader dovrebbero valutare la costruzione di bull call spread, puntando al livello chiave di resistenza orizzontale a 1,1849. Questa strategia limita il rischio pur posizionandosi sulla divergenza di policy tra una BCE hawkish e una Federal Reserve con rendimenti “cappati”.
Tattiche su opzioni e considerazioni tecniche
Tuttavia, va notato che l’Indice di Forza Relativa (RSI) giornaliero si trova attualmente in zona di ipercomprato a 72,8. Questa fase di “stanchezza” tecnica suggerisce che il movimento rialzista immediato potrebbe rallentare o registrare una correzione contenuta prima della riunione BCE. I trader di derivati possono sfruttare questa pausa temporanea vendendo call a breve scadenza out-of-the-money per incassare premio, in attesa di un punto di ingresso migliore.
In caso di pullback correttivo, individuiamo un supporto solido concentrato nell’area 1,1459–1,1470, dove è altamente probabile un ritorno degli acquisti. La vendita di put su tali livelli di supporto consente di incassare premio, preparandosi al contempo ad assumere esposizione long a sconto. Occorre monitorare da vicino i Flash PMI di S&P Global e i dati sul PPI tedesco in arrivo per ottimizzare il timing degli ingressi.
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