Il rendimento del Treasury USA decennale è sceso mercoledì al 4,651% al momento della stesura, dopo aver toccato un massimo intraday del 4,712%, in seguito a una mossa a sorpresa del Tesoro USA volta ad ampliare i buyback di sostegno alla liquidità sul debito a più lunga scadenza. In base al piano, le operazioni di buyback su titoli nominali a cedola nelle scadenze 10-20 anni e 20-30 anni saliranno da 2 miliardi di dollari ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione, con il calendario rivisto in vigore dal 9 settembre al 4 novembre. L’aggiustamento arriva dopo il rialzo dei costi di finanziamento a lungo termine, mentre i mercati valutavano le preoccupazioni su deficit pubblici, inflazione e offerta di titoli sovrani.
I movimenti più marcati si sono registrati sulla parte lunga della curva, con il rendimento del trentennale in arretramento dopo aver raggiunto martedì il livello più alto dal 2007, e con il calo che si è trasmesso anche al decennale. La discesa dei rendimenti ha inoltre pesato sul dollaro USA, mentre l’attenzione si è spostata sui verbali dell’ultima riunione del Federal Open Market Committee attesi più tardi mercoledì e su un’asta di Treasury a 20 anni, dove la domanda potrebbe delineare la prossima gamba dei tassi.
Implicazioni per il mercato obbligazionario e opportunità operative
Con il Tesoro USA che raddoppia le operazioni di buyback ad almeno 4 miliardi di dollari per sessione a partire dal 9 settembre, ci aspettiamo un tetto temporaneo ai rendimenti a lungo termine nei prossimi mesi. I trader di derivati dovrebbero posizionarsi per un rialzo dei prezzi obbligazionari acquistando opzioni call sui future dei Treasury a 10 e 30 anni. Quando il Tesoro ha riattivato per la prima volta il programma di buyback a maggio 2024, l’aumento della liquidità di mercato ha efficacemente attutito il mercato obbligazionario contro vendite aggressive.
Suggeriamo inoltre di operare sulla compressione della volatilità obbligazionaria man mano che il governo interviene come acquirente affidabile. I trader possono vendere strangle out-of-the-money sui future Ultra-Bond per incassare il decadimento del premio mentre le oscillazioni dei rendimenti si attenuano tra settembre e novembre. Storicamente, un supporto di liquidità mirato di questa portata ha compresso l’ICE BofA MOVE Index, l’indicatore di volatilità del mercato obbligazionario, di oltre il 10% entro poche settimane dall’implementazione.
Reazioni del mercato valutario ed esecuzione tattica
Poiché rendimenti più bassi riducono l’attrattiva del dollaro USA, conviene guardare anche al mercato delle opzioni FX alla ricerca di opportunità. L’acquisto di opzioni call a breve termine sull’euro (EUR/USD) o sullo yen giapponese (USD/JPY) consente di capitalizzare l’indebolimento del “cuscinetto” dei tassi a favore del biglietto verde. Dati storici recenti mostrano che un calo improvviso di 10 punti base del rendimento decennale spesso è correlato a una rapida flessione dell’1%-1,5% dell’indice del dollaro DXY.
Dobbiamo restare agili in vista dell’asta pomeridiana dei Treasury a 20 anni e della pubblicazione dei verbali del FOMC. Se l’asta dovesse registrare una domanda debole e i rendimenti dovessero temporaneamente risalire verso il 4,7%, dovremmo considerarlo un punto di ingresso altamente interessante per acquistare opzioni call più economiche sul debito a lungo termine. L’utilizzo di calendar spread ci aiuterà a gestire il rischio e a proteggere il capitale dal rumore di mercato immediato post-annuncio.
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