L’inflazione dell’Eurozona, misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), è salita in luglio del 2,9% su base annua, in linea con le attese di mercato. Il dato indica che la crescita dei prezzi è rimasta sotto la soglia del 3% nel mese, in continuità con i recenti progressi nel percorso disinflazionistico.
Con un risultato allineato alle previsioni, è improbabile che i numeri inneschino una revisione immediata delle prospettive di politica monetaria della Banca Centrale Europea nel brevissimo termine. I mercati guarderanno alle prossime pubblicazioni per confermare se l’IAPC resterà vicino ai livelli attuali o se si muoverà al variare delle componenti energia, servizi e core.
Prospettive sul mercato obbligazionario e strategie di trading
Con l’inflazione dell’Eurozona ferma al 2,9% in luglio, in linea con le stime, riteniamo che gli operatori su derivati debbano prepararsi a una fase di consolidamento laterale nei mercati europei del reddito fisso. Questa lettura conferma che le pressioni sui prezzi al consumo restano persistenti e ben al di sopra del target del 2,0% della BCE, elemento che potrebbe rinviare tagli aggressivi dei tassi nel breve termine. Ci aspettiamo che i future sul Bund possano incontrare resistenze nel breve, mentre il mercato sconta un atteggiamento più prudente e dipendente dai dati da parte dei policymaker della BCE nelle prossime settimane.
Per operare in questo contesto, consigliamo di utilizzare strategie in opzioni a breve scadenza, come iron condor o iron butterfly, per beneficiare del decadimento della volatilità. I dati storici Eurostat mostrano che, quando l’inflazione oscilla nell’area alta del 2%, la BCE tende a mantenere invariato il tasso sui depositi, che attualmente si trova su un livello restrittivo dopo molteplici rialzi negli ultimi anni. Concentrandosi sull’incasso di premio anziché su scommesse direzionali, è possibile sfruttare la carenza di catalizzatori immediati prima della prossima riunione di politica monetaria.
Derivati valutari e tattiche di trading su EUR/USD
Nel comparto dei derivati valutari, prevediamo che l’euro trovi un solido supporto contro il dollaro USA, mantenendo il cambio EUR/USD all’interno di una banda di negoziazione definita. Poiché anche la politica della Federal Reserve deve confrontarsi con le proprie difficoltà sul fronte inflazione, è improbabile che il differenziale dei tassi si allarghi in modo significativo in una direzione o nell’altra. Proponiamo di sfruttare questa stabilità acquistando straddle sull’euro a brevissima scadenza solo se la volatilità implicita dovesse scendere sui minimi di diversi mesi; in caso contrario, restare venditori di put e call out-of-the-money.
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