EUR/USD ha esteso il rimbalzo verso 1,1600 mentre i rendimenti europei restavano elevati, mentre i rendimenti dei Treasury USA si sono stabilizzati dopo il recente balzo. Le curve europee si sono bear-flattened con il calo dell’azionario e la salita delle materie prime, prima che i tassi USA si calmassero nelle contrattazioni notturne. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è sceso da un picco intraday del 4,75% al 4,69% e l’attenzione si sposta ora sui verbali del FOMC come prossimo catalizzatore direzionale. Separatamente, l’inflazione HICP finale di luglio nell’area euro dovrebbe confermare la lettura flash: 2,9% a/a per l’indice generale e 2,5% a/a per il core.
In Germania, le aspettative ZEW di agosto sono salite a 34,2 contro 30,0 atteso e 26,3 precedente, mentre l’indicatore della situazione corrente è migliorato a -61,1 rispetto a -69,3 atteso e -77,6 precedente. Il dato arriva dopo una serie di sorprese più robuste sulla crescita dell’area euro, con lo stimolo fiscale a fornire supporto. Negli Stati Uniti sono attesi i verbali della riunione di luglio del FOMC: dal resoconto emerge che tre partecipanti hanno votato per un rialzo, mentre altri hanno successivamente indicato apertura a un inasprimento se i dati in arrivo lo giustificheranno.
Iperestensione di EUR/USD e opportunità tattica di short
Suggeriamo ai trader in derivati di prepararsi a un’inversione su EUR/USD, poiché la recente salita verso 1,1600 appare iperestesa. Pur con rendimenti europei temporaneamente elevati, i Treasury USA stanno già stabilizzandosi, con il decennale sceso a 4,69% dal recente massimo del 4,75%. Questa divergenza crea un’opportunità tattica di posizionamento short su EUR/USD, poiché il differenziale dei tassi torna a favorire il dollaro.
A nostro avviso, il mercato sta prezzando troppi rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, il che implica ampio spazio per una discesa dei rendimenti europei. Storicamente, quando gli operatori sopravvalutano l’atteggiamento “hawkish” della BCE, segue rapidamente una correzione marcata al ribasso dei rendimenti in euro. Con l’HICP core finale di luglio atteso stabile su un moderato 2,5%, c’è pochissima pressione fondamentale sui policymaker europei per continuare a stringere.
Forza dell’euro fragile e rischi dai verbali del FOMC
Sebbene l’ultimo indice ZEW sul sentiment economico tedesco abbia sorpreso al rialzo a 34,2, riteniamo che questo ottimismo sia molto fragile e fortemente dipendente dallo stimolo fiscale temporaneo. L’indice della situazione corrente resta comunque in territorio profondamente negativo a -61,1, segnalando persistente debolezza strutturale nella maggiore economia europea. Questo ampio divario tra aspettative future e realtà attuale suggerisce che la recente forza dell’euro poggi su fondamenta instabili.
In vista dei verbali del FOMC, consigliamo ai trader di posizionarsi in previsione di possibili sorprese “hawkish” da parte della Federal Reserve. Poiché diversi policymaker hanno già segnalato disponibilità a sostenere ulteriori rialzi se l’inflazione dovesse rimanere vischiosa, i rendimenti USA potrebbero facilmente tornare a impennarsi. Raccomandiamo l’utilizzo di opzioni put su EUR/USD a breve scadenza per sfruttare un atteso arretramento verso area 1,1300 nelle prossime settimane.
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