La rupia indiana è rimasta sotto pressione contro il dollaro USA, con USD/INR vicino a un minimo di due settimane in area 95,75 e ultimo a 95,76. Le pressioni sono persistite poiché i prezzi del petrolio sono rimasti elevati, senza colloqui in corso tra Washington e Teheran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, da cui transita quasi un quinto della fornitura energetica globale. Nelle prime battute, il contratto MCX sul greggio in scadenza il 19 agosto è salito dello 0,6% a circa 8.130 rupie e si è mantenuto vicino al massimo di tre settimane di 8.170 rupie segnato martedì: un contesto che tende a penalizzare le valute dipendenti dalle importazioni.
La Reserve Bank of India ha dichiarato che chiuderà la propria facility di swap FX agevolata per i depositi FCNR(B) il 31 agosto, con un mese di anticipo rispetto ai piani, dopo che le banche hanno raccolto depositi per 52,3 miliardi di dollari al 13 agosto. L’attenzione del mercato è rimasta anche sull’operatività della RBI nei mercati spot e NDF. Sul piano tecnico, USD/INR ha mantenuto quota sopra la EMA a 20 periodi in area 95,58 e il livello di Fibonacci del 38,2% a 95,63, con RSI attorno a 54; le resistenze si collocavano a 95,87 e 96,12, quindi 96,46 e 96,90, mentre i supporti erano indicati a 95,63, 95,58 e 95,33.
Strategie di trading su valute e commodity in un contesto di frizioni geopolitiche
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un rafforzamento del dollaro USA contro la rupia indiana nelle prossime settimane, poiché le frizioni geopolitiche mantengono elevati i prezzi del petrolio. Con l’India che importa oltre l’85% del proprio fabbisogno di greggio, un rialzo prolungato dei costi energetici globali storicamente spinge la rupia verso nuovi minimi. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call su USD/INR con obiettivi sulle resistenze a 96,12 e 96,46, soprattutto considerando che il cross ha costruito un solido supporto tecnico sopra 95,58.
I mercati del greggio restano altamente volatili poiché lo stallo sullo Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del consumo mondiale di liquidi petroliferi, non mostra segnali di attenuazione. Suggeriamo di utilizzare bull call spread sui contratti MCX sul greggio per intercettare ulteriore potenziale rialzista, limitando al contempo il rischio di downside nei pressi dell’attuale livello di 8.130 rupie. Storicamente, in presenza di colli di bottiglia geopolitici simili, come le difficoltà di spedizione del 2019, i premi per il rischio sul petrolio sono aumentati del 10%-15% nel giro di poche settimane: un pattern che potrebbe ripetersi.
Implicazioni delle mosse della RBI e posizionamento suggerito sui derivati
La decisione improvvisa della Reserve Bank of India di chiudere il 31 agosto la finestra di swap in dollari a condizioni agevolate probabilmente modificherà la liquidità di breve periodo sulla rupia. Poiché le banche domestiche hanno attratto oltre 52 miliardi di dollari tramite questa facility, la chiusura anticipata implica che il massiccio impulso di liquidità osservato di recente è destinato a esaurirsi a breve. I trader di derivati dovrebbero prepararsi a un aumento dei tassi a breve sul mercato monetario a settembre assumendo posizioni pay sugli overnight indexed swap.
Occorre inoltre monitorare possibili interventi consistenti delle banche pubbliche, dato che la banca centrale storicamente ha speso miliardi di dollari per proteggere la valuta. Le riserve valutarie dell’India, solide e superiori a 670 miliardi di dollari, offrono ai policymaker ampia capacità di fuoco per difendere la rupia da una svalutazione incontrollata oltre 96,00. Di conseguenza, è preferibile evitare posizioni long “nude” su future USD/INR e privilegiare invece strategie in opzioni a rischio limitato, per proteggersi da improvvise inversioni indotte dalla banca centrale.
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