Le aspettative di un rialzo Fed di un quarto di punto entro dicembre si sono attenuate negli ultimi otto giorni e il Dow Jones Industrial Average ha ripiegato: martedì scambiava intorno a 53.400, in calo di circa 105 punti nella seduta e di circa il 2,5% sotto il record del 5 agosto, poco sotto 54.750. Il pricing condizionale delle riunioni indica una probabilità del 65,4% di una pausa il 16 settembre e del 52,4% il 28 ottobre, mentre la probabilità di pausa il 9 dicembre è al 33%; il 10 agosto, per quella riunione di dicembre un rialzo era prezzato come certezza. Nonostante le minori probabilità di ulteriore restrizione, il rendimento del Treasury trentennale è intorno al 5,3%, massimo dal giugno 2007, con l’aumento del term premium; il decennale giapponese è ai massimi di tre decenni, il trentennale tedesco è sui livelli più solidi dal 2011 e il trentennale francese è su livelli che non si vedevano dal 2008.
I dati immobiliari USA hanno segnalato tensione sulla parte lunga: a luglio i permessi di costruzione sono stati a 1,443 milioni contro un consenso di 1,37 milioni, ma gli avvii di cantieri sono risultati a 1,239 milioni contro 1,35 milioni attesi e 1,415 milioni precedenti, mentre le vendite di case in sospeso sono scese del 2,3% a luglio contro un atteso +0,3%. Home Depot è salita di circa l’1% dopo utili del secondo trimestre sopra le attese, limitando la perdita di seduta dell’indice a circa un quinto di punto percentuale in termini di ponderazione per prezzo. Sulle materie prime, il greggio ha trattato sopra 85 dollari dopo un rialzo di quasi l’1% martedì, successivo al guadagno di lunedì, dopo che Washington ha dichiarato che non sono in corso colloqui con l’Iran e che il blocco navale resta pienamente in vigore, dopo una precedente minaccia contro l’Oman. Il calendario della settimana include i verbali FOMC mercoledì alle 18:00 GMT relativi alla riunione del 28-29 luglio, in cui tre presidenti di Reserve Bank hanno dissentito per un quarto di punto; giovedì sono attese le richieste di sussidi di disoccupazione (consenso 210mila, precedente 209mila) e l’indice Philadelphia Fed (stima 25, in calo da 41,4), mentre venerdì le letture preliminari PMI di agosto sono viste a 53,8 per il manifatturiero contro 53,9 e a 54 per i servizi contro 54,6.
Outlook ribassista per azioni e obbligazioni in un contesto di rendimenti in aumento
Suggeriamo ai trader su derivati di adottare nelle prossime settimane un’impostazione ribassista sugli indici azionari, con particolare attenzione a posizioni short sul Dow Jones Industrial Average, che fatica sotto il recente picco di 54.750. Con l’indice incapace di segnare un nuovo massimo da oltre nove sedute e in area 53.400, ci attendiamo ulteriori pressioni verso il supporto di 53.000. In caso di rottura sotto 53.250, riteniamo opportuno coprire i portafogli azionari con opzioni put, puntando alla media mobile esponenziale a 50 giorni in area 52.400.
Questo scenario ribassista è fortemente guidato dalla parte lunga della curva, dove il rendimento del Treasury trentennale è balzato intorno al 5,3%, un livello che non si vedeva con continuità dai tempi della crisi finanziaria del 2007. L’aumento del term premium penalizza gli asset growth e quelli più sensibili ai flussi di cassa, e mostra che anche i mercati obbligazionari globali in Germania e Francia richiedono rendimenti più elevati per detenere debito a lunga scadenza. Consigliamo ai trader di posizionarsi per una volatilità persistente sul mercato obbligazionario attraverso swap sui tassi o opzioni su ETF di Treasury a lunga scadenza, per beneficiare dell’aumento del term premium.
Raccomandazioni settoriali: debolezza dell’housing e forza dell’energia
Vediamo inoltre debolezza nel settore immobiliare: a luglio le vendite di case in sospeso sono scese del 2,3% e gli avvii di cantieri hanno deluso le attese di oltre l’8%, segnalando che i costruttori esitano ad avviare nuovi progetti. I trader su derivati dovrebbero valutare posizioni short sui titoli dei costruttori o l’acquisto di put su ETF del settore housing, poiché queste società non possono sottrarsi alla pressione di tassi ipotecari trentennali elevati. Nonostante un sollievo temporaneo dai risultati del retail, i dati di fondo sull’immobiliare suggeriscono che il consumatore sta cedendo sotto l’onere di costi di finanziamento elevati.
Nel comparto energia, raccomandiamo di mantenere call long su Brent o WTI, con prezzi solidamente sopra la soglia degli 85 dollari. Le tensioni geopolitiche, in particolare il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz e un rigido blocco navale, stanno facendo salire i costi assicurativi e i rischi di trasporto. Questo rischio lato offerta rende l’energia una copertura cruciale, poiché qualsiasi improvvisa escalation spingerebbe il greggio più in alto e alimenterebbe ulteriormente un’inflazione persistente.
Guardando al resto della settimana, occorre prepararsi a oscillazioni di mercato accentuate attorno ai verbali FOMC e ai dati PMI preliminari. Se il PMI manifatturiero scendesse sotto il 53,8 stimato, confermerebbe un rallentamento del settore industriale in concomitanza con rendimenti in aumento, un classico segnale di stagflazione. Monitoreremo da vicino il livello 53.800 sul Dow: una chiusura giornaliera sopra questa resistenza invaliderebbe la nostra impostazione ribassista.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.