La sterlina è rimasta pressoché invariata martedì, con il cambio GBP/USD a 1,3547, mentre le tensioni in Medio Oriente e dati macroeconomici contrastanti hanno spinto in direzioni opposte. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che non ci sono colloqui con l’Iran, mentre i messaggi di Teheran, veicolati dai media locali e regionali, hanno mantenuto una linea dura sui negoziati. In questo contesto, dati USA più deboli hanno contribuito a limitare il sostegno al dollaro: le Housing Starts di luglio sono scese del 12,4% su base mensile, da 1,415 milioni a 1,239 milioni, e le statistiche della Federal Reserve hanno mostrato una Produzione Industriale a +0,2% m/m contro attese di +0,3%.
Nel Regno Unito, i dati sul mercato del lavoro di giugno hanno indicato un tasso di disoccupazione al 4,9% contro stime al 4,8%, mantenendo l’attenzione sulla pubblicazione del CPI di mercoledì. I mercati prezzano un’inflazione headline al 2,9% a/a, in aumento dal 2,6%, mentre il CPI core è visto al 2,5%, in calo dal 2,6%. I money market attribuiscono una probabilità del 72% a un mantenimento dei tassi da parte della Bank of England il 17 settembre, che sale a circa il 78% per dicembre, secondo Prime Terminal. Negli Stati Uniti, l’attenzione si sposta sulle minute dell’ultima riunione del FOMC.
Bilanciare dati macro e tensioni geopolitiche
Nelle prossime settimane dovremo muoverci su un equilibrio delicato, poiché la debolezza dei dati economici statunitensi compensa l’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Con il cambio GBP/USD stabile intorno a 1,3547, è opportuno prepararsi a un aumento delle oscillazioni di mercato. Storicamente, improvvise escalation geopolitiche nello Stretto di Hormuz hanno spinto la volatilità delle valute G10 in media del 15%, rendendo cruciale un posizionamento anticipato.
Per sfruttare l’attuale momentum rialzista, raccomandiamo l’utilizzo di bull call spread con target sulla resistenza a 1,3603. Questo approccio limita il rischio al ribasso nel caso in cui un improvviso aumento della domanda di beni rifugio rafforzi il dollaro USA, consentendo al contempo di beneficiare di un breakout della sterlina. I recenti dati CFTC mostrano posizioni nette lunghe istituzionali sulla sterlina ai massimi, a quasi 135.000 contratti, a conferma di un solido supporto di fondo per questa impostazione.
Strategie di trading di breve periodo e livelli tecnici
È inoltre opportuno prepararsi a volatilità di breve termine in vista della pubblicazione del CPI del Regno Unito e delle minute della riunione della Federal Reserve. I money market assegnano attualmente una probabilità del 72% a tassi invariati da parte della Bank of England a settembre, ma una lettura dell’inflazione superiore alle attese, pari al 2,9%, potrebbe innescare un rally aggressivo. L’implementazione di opzioni straddle a breve scadenza prima di questi annunci consentirà di catturare movimenti marcati in entrambe le direzioni.
Sul piano tecnico, eventuali ritracciamenti verso i livelli di supporto a 1,3502 o 1,3414 possono essere visti come opportunità di acquisto per incrementare le posizioni lunghe. Tuttavia, è necessario collocare stop-loss rigorosi appena sotto l’area di cluster delle medie mobili semplici a 1,3381 per proteggere il capitale. Una rottura netta al di sotto di questa zona di supporto invaliderebbe lo scenario rialzista e richiederebbe un rapido riposizionamento su posizioni corte.
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