L’oro è stato scambiato intorno a 4.400 dollari per oncia troy, anche mentre i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury USA salivano, allentando il suo consueto legame con i tassi reali. Il rendimento del decennale è salito al 4,74%, vicino ai livelli di fine luglio, mentre il trentennale è tornato sopra il 5,3% per la prima volta dal 2007; con le aspettative d’inflazione implicite nei mercati sostanzialmente invariate, anche i rendimenti reali sono tornati sui livelli di fine luglio. All’epoca, l’oro era a 4.040 dollari.
I futures sui Fed Funds si sono leggermente alzati negli ultimi giorni, ma le aspettative sui tassi restano inferiori ai livelli di fine luglio: il mercato prezza un rialzo implicito entro fine anno e l’equivalente di fine luglio era più alto di 13 punti base. Questo suggerisce che l’impennata dei rendimenti non sia guidata da una riprezzatura del percorso della Fed. L’articolo indica invece dubbi sulla capacità della Federal Reserve di alzare i tassi a sufficienza per frenare l’inflazione e rischi fiscali come l’aumento del debito pubblico, fattori che tendono a sostenere la domanda di oro, insieme a una rinnovata inversione dei flussi sugli ETF dopo i precedenti deflussi.
Strategie con derivati nel contesto del disaccoppiamento dell’oro dai tassi
Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero posizionarsi per una prosecuzione del momentum rialzista dell’oro, nonostante la pressione tradizionalmente esercitata dall’aumento dei rendimenti obbligazionari. Con l’oro che “sfida la gravità” a 4.400 dollari l’oncia mentre il rendimento del Treasury USA decennale risale al 4,74%, la vecchia relazione inversa appare chiaramente venuta meno. Questo disaccoppiamento suggerisce che acquistare opzioni call a lunga scadenza o bull call spread sui futures sull’oro sia, in questa fase, una strategia particolarmente interessante.
Il nostro scenario rialzista è rafforzato dai rischi fiscali sistemici: il debito nazionale degli Stati Uniti ha recentemente superato la soglia dei 35.000 miliardi di dollari, alimentando timori strutturali tra gli investitori globali. Storicamente, quando i rapporti debito/PIL si attestano su livelli così elevati, i timori di deprezzamento delle valute fiat tendono a convogliare capitali in modo persistente verso gli asset reali. Sul mercato delle opzioni, suggeriamo inoltre di vendere put out-of-the-money a breve scadenza sull’oro per incassare premio, confidando che queste ansie fiscali forniscano un solido pavimento ai prezzi.
Flussi degli ETF e posizionamento istituzionale
Stiamo inoltre osservando un netto cambio di sentiment nel posizionamento istituzionale, evidenziato da una brusca inversione dell’attività sugli ETF. I dati più recenti sugli ETF globali sull’oro confermano un ritorno a flussi netti in entrata, ribaltando le tendenze di liquidazione plurimensili osservate in precedenza nel corso dell’anno. I trader di derivati dovrebbero sfruttare questa liquidità di ritorno concentrandosi su call a leva, anticipando che ulteriori tensioni fiscali possano spingere l’oro ancora più in alto nelle prossime settimane.
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