DBS Group Research ha affermato che i mercati restano concentrati sugli sforzi del Giappone per sostenere lo yen, prestando invece minore attenzione alle implicazioni più ampie per il dollaro USA. Secondo la casa di ricerca, la posizione di Washington offre a Tokyo una copertura politica per mantenere l’intervento valutario come opzione, e ulteriori operazioni su USD/JPY restano possibili in prossimità o al di sopra dell’area 160.
La nota ha richiamato la richiesta del Segretario al Tesoro USA Scott Bessent alla Fed di ampliare la Foreign and International Monetary Authorities (FIMA) Repo Facility, che oggi prevede un limite di finanziamento di 60 miliardi di dollari per controparte, sottolineando che ciò non va interpretato come un segnale negativo per lo yen. Ha inoltre citato il riconoscimento da parte di Washington della difesa sempre più coordinata dello yen da parte del Giappone, ricordando i riflessi sul mercato obbligazionario USA, e ha aggiunto che, nonostante il rimbalzo di USD/JPY da 155 del 3 agosto a 159 la scorsa settimana, lo yen resta più forte del 2,5% rispetto ai livelli pre-intervento.
Rischi di intervento ufficiale e gestione della volatilità
Stiamo consigliando ai trader su derivati di prepararsi a improvvisi picchi di volatilità mentre USD/JPY si mantiene appena sotto la soglia critica di 160. La recente dinamica di mercato mostra il cross in recupero dal minimo del 3 agosto a 155 fino a quasi 159 la scorsa settimana, collocandoci direttamente nella “danger zone” per un intervento ufficiale. Storicamente, il Ministero delle Finanze giapponese ha dimostrato di essere disposto a spendere in modo significativo per difendere questi livelli, come nella maxi-operazione record da 9,8 trilioni di yen osservata durante la fase di indebolimento della valuta nella primavera 2024.
Non bisogna scambiare la spinta del Segretario al Tesoro Scott Bessent ad ampliare la FIMA Repo Facility della Fed oltre l’attuale soglia di 60 miliardi di dollari come un segnale di debolezza dello yen. Al contrario, questa iniziativa indica che Washington sta fornendo a Tokyo la copertura politica e la liquidità necessarie per evitare vendite disordinate di Treasury USA. Con questo sostegno coordinato, la minaccia di un intervento improvviso tramite vendita di dollari resta estremamente rilevante nelle prossime settimane.
Strategie di trading e contesto macroeconomico
Per chi opera su opzioni, suggeriamo di evitare posizioni “naked” short sullo yen e di valutare invece strategie di protezione asimmetriche. L’acquisto di opzioni put su USD/JPY a breve scadenza consente ai trader di beneficiare di movimenti improvvisi e marcati al ribasso qualora Tokyo intervenisse sul mercato. Poiché la volatilità implicita tende storicamente ad aumentare rapidamente durante queste finestre di intervento, strutture opzionali come i knock-out vanno gestite con estrema cautela per evitare stop-out prematuri.
Occorre inoltre monitorare attentamente il restringimento dello spread dei rendimenti tra il Treasury USA decennale e i titoli di Stato giapponesi, che di recente si è attestato intorno al 3,8%. Con la Bank of Japan che prosegue nella normalizzazione della politica monetaria, un intervento diretto in area 160 avrebbe un sostegno fondamentale molto più solido rispetto agli anni precedenti. I trader su derivati dovrebbero sfruttare questo contesto macro per posizionarsi su un recupero più duraturo dello yen, anziché mettersi contro la banca centrale.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.