Gli investimenti retail cinesi in oro fisico hanno totalizzato 107 tonnellate nel Q2, in calo del 48% trimestre su trimestre e del 7% anno su anno, dopo il massimo storico di 207 tonnellate nel Q1. Ciononostante, è stato il terzo Q2 più alto dal 2010 e, con il prezzo locale dell’oro in rialzo del 29% anno su anno, ha segnato un record di valore per un secondo trimestre. Nel primo semestre 2026, la domanda retail di investimento in oro è aumentata del 31%. Gli acquisti si sono concentrati in aprile e nella prima parte di maggio, per poi rallentare tra fine maggio e giugno, mentre il prezzo restava in range e i flussi si spostavano verso le azioni domestiche legate all’AI; gli ETF cinesi sull’oro hanno comunque aggiunto 29 tonnellate in H1, il secondo miglior avvio mai registrato, mentre il totale degli AUM è salito dell’1% nonostante i deflussi di giugno.
Le modifiche IVA introdotte lo scorso novembre hanno favorito lingotti e monete d’oro dei membri SGE, che restano esenti IVA, mentre lingotti e monete in argento e platino, oltre ai prodotti di investimento in oro venduti da soggetti non membri SGE, scontano un’IVA del 13% sul valore pieno; gli acquirenti di gioielli pagano di fatto circa il 7% di IVA. La misura ha incentivato il passaggio dai gioielli 24K “quasi-investimento” ai lingotti d’oro e ha contribuito a spingere le vendite di lingotti d’argento a fine 2025, prima che la domanda si ammorbidisse con il calo dei prezzi. Metals Focus prevede un aumento del 20% anno su anno della domanda cinese di oro nel secondo semestre 2026, a circa 500 tonnellate. A livello globale, nel 2025 la domanda di monete e lingotti ha raggiunto un massimo a 12 anni di 1.374,1 tonnellate per un controvalore di 154 miliardi di dollari, con oltre la metà proveniente da Cina e India.
Domanda fisica e slancio dell’oro domestico
Stiamo osservando una stabilizzazione dei prezzi dell’oro dopo le recenti oscillazioni, rendendo le prossime settimane una finestra cruciale per i trader su derivati. Con gli investimenti retail cinesi in oro in aumento del 31% nella prima metà del 2026, la domanda fisica sta fornendo un “pavimento” estremamente solido al mercato. Suggeriamo ai trader su derivati di sfruttare questa forza di fondo costruendo posizioni long su eventuali flessioni temporanee dei prezzi.
Gli ETF cinesi sull’oro hanno aggiunto 29 tonnellate nella prima metà dell’anno, segnando uno dei migliori avvii mai registrati. Inoltre, il prezzo locale dell’oro in Cina è balzato del 29% su base annua, a testimonianza di un notevole slancio interno. Riteniamo che questa pressione d’acquisto persistente impedirà ribassi significativi dei future sull’oro nel breve termine.
Effetti regolamentari e implicazioni per la strategia di trading
Le recenti variazioni normative, come l’IVA del 13% sui metalli non-SGE, hanno spinto gli investitori cinesi in modo marcato verso i lingotti d’oro standard rispetto ad argento o gioielleria. Questo spostamento strutturale implica che la domanda di oro fisico sia concentrata e altamente liquida, fattore che storicamente sostiene un trend rialzista più regolare sui mercati dei future. I trader dovrebbero valutare l’uso di bull call spread per intercettare questa crescita attesa, limitando al contempo il rischio.
Le previsioni indicano che la domanda cinese di oro aumenterà del 20% a circa 500 tonnellate nella seconda metà del 2026. Con l’evoluzione dei tassi d’interesse globali e le banche centrali che continuano ad accumulare riserve, l’attrattiva dell’oro come bene rifugio è destinata a crescere. Raccomandiamo di mantenere posizioni long ed evitare strategie short aggressive in questa fase di resilienza.
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