Il dollaro USA ha interrotto una flessione di due settimane con rialzi contenuti, dopo un movimento iniziale che ha spinto l’indice oltre quota 100,00, prima che dati USA più deboli e l’inflazione di luglio attenuassero le aspettative di ulteriori strette da parte della Federal Reserve. L’IPC USA è salito del 3,4% su base annua, mentre l’inflazione core è stata del 2,5%; le pubblicazioni successive hanno inoltre indicato un raffreddamento degli indicatori sul lavoro, insieme a una spesa dei consumatori più debole e a un peggioramento del sentiment delle famiglie. I rendimenti dei Treasury si sono mossi in modo misto, con il tratto breve in calo, la parte intermedia stabile e il tratto lungo in lieve rialzo, mentre l’attenzione è rimasta su un’eventuale intervento del Ministero delle Finanze giapponese a sostegno dello yen. Il prossimo punto focale sono i verbali del FOMC (Minutes) di mercoledì, relativi alla riunione di luglio, insieme alle dichiarazioni dei funzionari della Fed.
Il posizionamento è diventato più favorevole al dollaro. I dati CFTC hanno mostrato un aumento delle posizioni nette lunghe a 22,5 mila contratti da 17,2 mila, anche se l’open interest è sceso a circa 52,2 mila da quasi 58,3 mila; ciò ha portato l’esposizione speculativa al 43,1% dal 29,5%. La variazione a 4 settimane è accelerata a 9,2 mila da 4,2 mila, mentre il Net Position Percentile è salito a 74,3 e lo Speculative Exposure Percentile a 65,9. La retorica della Fed ha mantenuto un’impostazione di fondo hawkish, con l’inflazione ancora ancorata all’obiettivo del 2% e un rialzo dei tassi a settembre che resta possibile.
Posizionamento speculativo e potenziale per un rimbalzo del dollaro
Dobbiamo prepararci a una possibile inversione di tendenza del dollaro USA, poiché i trader speculativi stanno aumentando in modo discreto le scommesse rialziste. Nonostante i recenti dati più morbidi su inflazione e occupazione abbiano raffreddato le aspettative immediate sui tassi, gli ultimi dati CFTC mostrano che le posizioni nette lunghe sono balzate a 22,5 mila contratti. Storicamente, una dinamica di posizionamento così robusta suggerisce che il denaro istituzionale si sta preparando a un rimbalzo del dollaro, più che a una vendita prolungata.
Forza stagionale e raccomandazioni operative tattiche
Dobbiamo inoltre tenere presente che il biglietto verde sta entrando in un periodo stagionalmente favorevole: i dati storici mostrano che l’US Dollar Index è salito a settembre in oltre il 60% degli ultimi vent’anni. Questo vento di coda stagionale spesso coincide con la volatilità di fine estate, che storicamente riporta flussi “bene rifugio” verso la valuta. Per i trader di opzioni, acquistare call su USD o strutturare bull call spread è un buon modo per cogliere questo potenziale rialzo con un rischio di ribasso limitato.
Mentre il mercato più ampio si è mostrato rapido nel prezzare un allentamento aggressivo della politica monetaria, l’inflazione di fondo resta vischiosa e ci aspettiamo che i prossimi verbali del FOMC evidenzino che i policymaker sono ancora preoccupati per le pressioni sui prezzi. I funzionari della Fed hanno già segnalato di voler vedere l’inflazione tornare verso l’obiettivo del 2% molto più rapidamente prima di allentare la stretta sull’economia. Raccomandiamo che i trader su derivati sfruttino eventuali flessioni di breve periodo del dollaro nelle prossime settimane per accumulare posizioni lunghe sui futures valutari.
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