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Le azioni tokenizzate risolvono prima il problema dell’accesso che quello della proprietà

by VT Markets
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Aug 15, 2026
Abstract pink–blue smoke stream with a faint dollar image and '24/7' on the right, suggesting around-the-clock service.

In una settimana sono arrivati tre lanci di azioni tokenizzate.

Crypto.com ha aperto le azioni tokenizzate il 12 agosto, offrendo un’esposizione collegata a 1.500 azioni e fondi sottostanti. Lo stesso giorno, Bullish è diventata la prima società quotata al NYSE a “tokenizzare” le proprie azioni, portandole su blockchain (registro digitale). La SEC si è anche riunita il 14 agosto per valutare un quadro di regole per alcuni prodotti di investimento basati su cripto.

L’idea è semplice: mettere le azioni su una blockchain, accelerare il regolamento (cioè lo scambio finale tra denaro e titoli) e ridurre i limiti degli orari di Borsa.

Ma i primi segnali di mercato indicano altro. Gran parte dell’attività non è finita nella “proprietà” di azioni tokenizzate. Si è spostata su prodotti che seguono il prezzo delle azioni. Il mercato ha creato un nuovo sistema di proprietà, ma i trader lo stanno usando soprattutto per un sistema di scambio più flessibile.

Una domanda, tre modelli di mercato

La tokenizzazione viene spesso descritta come “mettere le azioni on-chain”, cioè su blockchain. In pratica, sotto la stessa etichetta ci sono prodotti diversi.

FormatoCosa offreCosa non offre
Azione tokenizzataEsposizione collegata a un titolo sottostante (azione o fondo)Dipende da custodia (detenzione dei titoli) e rimborso (conversione token→azione)
Derivato tokenizzatoEsposizione al prezzo di un’azione o di un fondoProprietà diretta, diritto di voto o benefici da azionista
Perpetual su azioniEsposizione con leva (prestito implicito) ai movimenti di prezzoProprietà, dividendi o regolamento a scadenza

Un’azione tokenizzata mira a rappresentare la proprietà di un bene reale. Backpack, che a luglio ha aperto il trading 24 ore su 24 di azioni USA tokenizzate su oltre 150 mercati, afferma che gli utenti ottengono un’esposizione collegata a titoli sottostanti, non a prodotti “sintetici” (cioè creati per replicare il prezzo senza possesso dell’azione). Anche il DTCC ha testato azioni tokenizzate, ETF (fondi quotati) e Treasury (titoli di Stato USA), con un lancio del servizio previsto per ottobre.

I prodotti basati su derivati funzionano in modo diverso. Crypto.com descrive le sue “azioni tokenizzate” come strumenti derivati: seguono l’andamento del prezzo senza trasferire la proprietà legale o economica (beneficial ownership, cioè il diritto ai benefici dell’azione) delle azioni sottostanti. I titoli restano detenuti tramite una struttura con broker-dealer (intermediario autorizzato a comprare/vendere e custodire titoli).

I perpetual su azioni vanno oltre: non rappresentano azioni. Offrono esposizione continua al prezzo tramite contratti regolati in stablecoin (criptovalute ancorate a una valuta, di solito il dollaro), con pagamenti periodici di finanziamento (funding) legati a un prezzo di riferimento fornito da un oracolo (servizio che porta dati esterni, come i prezzi, sulla blockchain).

Il modello “proprietà” attira più attenzione perché cambia l’infrastruttura di mercato. Ma l’attività si concentra soprattutto sul modello di scambio.

Il punto aperto non è se si possa scambiare 24/7: si può. Il vero problema è se questi mercati riescano a formare prezzi affidabili quando la Borsa di riferimento è chiusa.

I derivati intercettano prima la domanda

La differenza dipende da come è costruito ciascun prodotto.

Un token che rappresenta proprietà richiede un’azione reale dietro. Qualcuno deve procurarsi il titolo, detenerlo in custodia, gestire emissione e rimborso e mantenere il legame tra token e bene sottostante.

Un derivato richiede meno: un prezzo di riferimento e un mercato disposto a scambiarlo.

Questo determina quale modello può crescere più in fretta.

Si vede nei dati: i volumi dei perpetual su “real-world asset” (RWA, cioè contratti legati ad asset tradizionali come azioni o titoli di Stato) su Hyperliquid sono saliti rapidamente, da circa 85 miliardi di dollari a gennaio a oltre 470 miliardi a giugno. Tra i contributi più forti ci sono state singole azioni e nomi “pre-IPO” (società non ancora quotate, scambiate tramite strumenti che ne imitano il prezzo).

Ma il volume non misura, da solo, la domanda di proprietà.

I derivati generano più scambi perché lo stesso capitale può essere usato più volte. Il volume dei future sul petrolio supera l’acquisto di petrolio fisico. I derivati sul cambio superano il cambio valuta “reale”. Nei cripto, i perpetual superano da tempo lo spot (acquisto/vendita immediata dell’asset).

Il volume segnala soprattutto domanda di esposizione al prezzo, non necessariamente voglia di detenere l’azione.

La differenza emerge anche nelle dimensioni: le azioni tokenizzate in circolazione valgono circa 900 milioni di dollari contro trilioni di azioni quotate. Le piattaforme aumentano, ma la quantità di azioni realmente rappresentate su blockchain resta ridotta.

Il divario ha cause strutturali:

  • La proprietà diretta richiede infrastruttura: servono custodia, regolamento e meccanismi di rimborso (conversione tra token e azione).
  • I derivati richiedono infrastruttura di prezzo: un prezzo di riferimento affidabile permette scambi senza che ogni posizione sia coperta da un’azione detenuta separatamente.
  • Per gli investitori istituzionali gli ostacoli sono maggiori: il regolamento in tempo reale può imporre operazioni “a copertura totale” (fully funded, cioè denaro disponibile subito), aumentando i costi di finanziamento e creando problemi di liquidità (facilità di comprare/vendere senza muovere troppo il prezzo).

In un mercato che punta sull’accesso continuo, queste differenze contano.

Una riscoperta, non un’invenzione

Lo spostamento verso esposizioni “sintetiche” non è nuovo.

Materie prime, indici e valute si scambiano su fusi orari diversi da decenni senza richiedere la proprietà dell’asset sottostante. Anche i CFD (contratti per differenza: strumenti che pagano la differenza di prezzo tra apertura e chiusura, senza possesso del titolo) su azioni USA estendono l’accesso oltre l’orario di Borsa usando prezzi aggregati da fornitori di liquidità (operatori che quotano prezzi di acquisto/vendita).

I mercati tokenizzati arrivano a una conclusione simile partendo da un’altra idea.

L’obiettivo iniziale era ricostruire la proprietà su blockchain. La domanda più forte, però, è l’accesso continuo ai movimenti di prezzo.

Un dettaglio lo mostra: le azioni tokenizzate vengono accettate come collateral di margine (garanzia depositata) per i future perpetual. I “titoli” diventano lo strato di finanziamento dei contratti costruiti sopra.

Il problema della formazione dei prezzi

Ogni formato che offre esposizione alle azioni fuori orario affronta la stessa domanda: da dove arriva il prezzo quando la Borsa principale è chiusa?

FormatoFonte del prezzo fuori orarioDebolezza strutturale
Token di proprietàOrder book (libro ordini) della piattaformaLiquidità bassa e prezzi che si “spostano” in modo diverso tra piattaforme
Token derivatoPrezzo indicato dall’emittente rispetto alle azioni detenute in custodiaDipendenza dall’emittente e dalla custodia
Perpetual su azioniFeed dell’oracolo (flusso dati prezzi)Qualità del feed e “cascate” da leva (liquidazioni a catena)
CFD su azioniPrezzi aggregati da fornitori di liquiditàNessuna proprietà del sottostante

Nessuna di queste fonti coincide con il “tape” della Borsa principale (il flusso ufficiale delle negoziazioni), perché quando la Borsa è chiusa quel flusso si ferma.

I rischi si vedono soprattutto di notte e nel weekend:

  • La liquidità si frammenta: ogni piattaforma usa il proprio meccanismo di prezzo quando la Borsa principale chiude.
  • Le differenze di prezzo aumentano: lo stesso asset può scambiare a prezzi diversi su piattaforme diverse.
  • La leva amplifica gli errori: piccoli scarti di prezzo possono far scattare liquidazioni (chiusure forzate delle posizioni) quando la leva è alta.

Gli effetti sono misurabili: asset simili hanno mostrato differenze di prezzo tra piattaforme, con spread (differenza tra prezzo denaro e lettera) più ampi quando la liquidità cala. Libri ordini sottili aumentano anche il rischio di movimenti bruschi causati da scambi relativamente piccoli.

All’inizio del mese, un perpetual legato a SK Hynix è sceso del 19% dopo un singolo scambio su una piattaforma coreana di pre-market con poca liquidità, innescando liquidazioni; l’operatore ha poi concordato rimborsi.

L’episodio riassume il rischio: prezzi di riferimento deboli, leva e liquidazioni forzate possono alimentarsi a vicenda.

L’accesso è risolto. Il prezzo no.

La domanda di esposizione azionaria 24/7 è reale.

I trader vogliono operare quando le Borse tradizionali sono chiuse. I derivati hanno intercettato questa domanda più rapidamente della tokenizzazione basata sulla proprietà. Anche l’infrastruttura “tradizionale” si sta muovendo: operatori dei mercati regolamentati esplorano il regolamento tokenizzato.

La prossima sfida è rendere questi mercati affidabili.

La frammentazione allarga gli spread invece di ridurli. La leva viene applicata a prezzi di riferimento costruiti da fonti secondarie. Resta anche incertezza normativa: il quadro SEC sulla tokenizzazione sarebbe in ritardo mentre proseguono le discussioni sulle norme di tokenizzazione del CLARITY Act.

Per la tokenizzazione “di proprietà”, l’adozione dipende da più liquidità, regole più chiare e collegamenti più solidi con i titoli sottostanti.

Per i derivati, la crescita dipende da una migliore formazione dei prezzi e da controlli del rischio più robusti sulla leva.

Trading above Market Noise at VT Markets

  • CFD su azioni USA, inclusi alcuni mercati disponibili fuori dall’orario standard di Borsa
  • XAUUSD247. Oro, esempio tradizionale di accesso esteso su un asset classico.
  • Indici sintetici, continui per definizione perché il prezzo è calcolato da un algoritmo e non c’è un mercato sottostante che “chiude”

Si tratta di prodotti derivati: seguono il prezzo e non danno proprietà dell’asset o della società. Gli indici sintetici non sono esposizione azionaria e hanno rischi diversi rispetto agli altri due.

Tap for Trader’s Takeaway

Domande frequenti

Cosa sono le azioni tokenizzate e come funzionano?
Le azioni tokenizzate usano la blockchain (registro digitale) per rappresentare un’esposizione alle azioni, ma non sempre danno proprietà reale. Molti prodotti servono soprattutto a seguire il prezzo o a fare trading.

Perché i derivati stanno crescendo nei mercati azionari 24/7?
I derivati offrono accesso continuo ai movimenti di prezzo senza obbligare a “coprire” ogni posizione con un’azione detenuta separatamente, quindi si espandono più facilmente.

Le azioni tokenizzate equivalgono a possedere azioni?
Non sempre. Alcuni prodotti tokenizzati sono derivati che seguono il prezzo senza diritto di voto, dividendi o proprietà diretta delle azioni sottostanti.

Qual è la sfida principale dei mercati azionari 24/7?
La formazione di prezzi affidabili. Quando le Borse tradizionali sono chiuse, servono prezzi di riferimento accurati per gestire liquidità e rischi legati alla leva.

Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.

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