L’oro è salito a un massimo di due mesi vicino a 4.450 dollari dopo il maggiore rialzo settimanale da gennaio nella prima settimana di agosto, per poi ritracciare e chiudere la settimana sostanzialmente invariato, in area 4.400 dollari. L’andamento dei prezzi è stato influenzato da dati USA più deboli e dal mutare delle aspettative su una mossa della Federal Reserve a settembre, mentre il conflitto in Medio Oriente è rimasto irrisolto. I mercati hanno ignorato i commenti ufficiali sull’Iran, ma l’attenzione si è spostata sulle interruzioni nello Stretto di Hormuz, dove martedì sono transitate solo otto navi contro una media di 120 prima della guerra; separatamente, l’EIA ha alzato la previsione sul WTI 2026 a 80,88 dollari al barile da 76,26.
Le letture sull’inflazione USA hanno mantenuto il dollaro sotto pressione: a luglio l’indice CPI è sceso al 3,4% a/a dal 3,5%, con il CPI mensile a 0,1% dopo un calo dello 0,4%, mentre il core CPI è salito dello 0,2%. L’inflazione alla produzione è rallentata al 4,7% dal 5,5% e, secondo il CME FedWatch, la probabilità di un rialzo di 25 pb a settembre è scesa sotto il 35% da circa il 45% di una settimana prima. Sul piano tecnico, l’RSI giornaliero resta sopra 60, ma l’oro ha faticato a mantenersi sopra la media mobile semplice a 100 giorni in area 4.390; le resistenze sono a 4.450 e 4.500-4.505, mentre i supporti si collocano a 4.300-4.295, 4.175-4.150 e 4.000. Gli acquisti delle banche centrali sono stati indicati in 1.136 tonnellate per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022.
Strategia di trading per le opzioni e livelli chiave di supporto/resistenza
Consigliamo ai trader in derivati di concentrarsi attentamente sulla fascia cruciale 4.390-4.400 dollari, che coincide con la media mobile semplice a 100 giorni. Se l’oro riuscirà a consolidare stabilmente sopra questo supporto, raccomandiamo l’acquisto di call a breve scadenza con obiettivo sul recente picco a 4.450 dollari. Al contrario, una rottura netta al di sotto di questa soglia potrebbe offrire un’interessante opportunità per acquistare put con target sulla successiva area di supporto in prossimità di 4.300 dollari.
Driver strutturali e outlook di mercato
Questo approccio difensivo è coerente perché la domanda di lungo periodo resta estremamente robusta, sostenuta dalle banche centrali globali che negli ultimi anni hanno acquistato oltre 1.030 tonnellate di oro all’anno per diversificare le riserve. Nel frattempo, il conflitto in corso in Medio Oriente ha ridotto i transiti giornalieri nello Stretto di Hormuz da una media di 120 a soli otto, con il rischio di spingere al rialzo i prezzi del petrolio. Considerate queste minacce alle catene di approvvigionamento e la potenziale inflazione trainata dall’energia, suggeriamo di utilizzare strategie basate sulla volatilità, come gli straddle, in vista dei dati PMI S&P Global della prossima settimana.
Occorre inoltre gestire le aspettative in mutamento sulla Federal Reserve, soprattutto con il mercato che ora prezza la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sotto il 35%. Se i prossimi verbali del FOMC confermeranno che i policymaker sono riluttanti a ulteriori rialzi, è probabile un calo dei rendimenti dei Treasury, che storicamente rappresenta un forte vento a favore per l’oro, che non offre rendimento. I trader possono sfruttare questo scenario posizionandosi su call spread rialzisti per intercettare un potenziale breakout verso la resistenza principale a 4.500 dollari.
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