Il greggio Brent e il gas naturale europeo sono saliti questa settimana, ma stanno reagendo in modo diverso ai rischi di offerta in Medio Oriente. Il Brent è sostenuto dai flussi petroliferi reindirizzati, mentre il gas europeo resta vincolato dalle minori disponibilità di GNL dal Qatar e dai carichi statunitensi dirottati verso l’Asia; la prospettiva di regole di transito riviste attraverso lo Stretto di Hormuz non ha eliminato l’incertezza e la sensibilità dei prezzi agli sviluppi del conflitto con l’Iran rimane elevata.
Sul fronte dei fondamentali, IEA e OPEC hanno entrambe tagliato le previsioni di domanda di petrolio per quest’anno di 200.000 barili al giorno. L’IEA ora vede la domanda in calo di 1,6 milioni di barili al giorno, mentre l’OPEC continua a proiettare una crescita di 580.000 barili al giorno e l’IEA si attende che l’offerta non-OPEC+ aumenti di 690.000 barili al giorno. Tuttavia, le perdite di produzione nella regione del Golfo dovrebbero ridurre l’offerta totale di 4,3 milioni di barili al giorno; per l’IEA il deficit del terzo trimestre è pari a 1,8 milioni di barili al giorno, cioè 1 milione di barili al giorno in più rispetto a quanto stimato in precedenza. I dati sulla produzione industriale cinese in uscita lunedì prossimo dovrebbero contribuire a calibrare le stime sulla lavorazione di greggio di luglio e sui tassi di utilizzo delle raffinerie.
Strategie sui derivati e volatilità divergente
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi in vista di una volatilità divergente tra il Brent e il gas naturale europeo nelle prossime settimane. Mentre il Brent è attualmente sostenuto dai flussi reindirizzati, il gas europeo affronta condizioni strutturalmente più tese a causa del GNL qatarino mancante e dei carichi USA deviati. Per cogliere questa divergenza, suggeriamo di acquistare opzioni call long sul gas naturale europeo (TTF) e, al contempo, utilizzare strategie “range-bound” sul Brent, come gli iron condor.
Le statistiche globali sull’offerta indicano un deficit di mercato marcato, con l’IEA che segnala un sotto-approvvigionamento nel terzo trimestre di 1,8 milioni di barili al giorno. Anche mentre l’OPEC+ discute quando eliminare gradualmente i suoi 2,2 milioni di barili al giorno di tagli volontari, la tensione fisica immediata mantiene i prezzi su livelli elevati. Riteniamo che i trader dovrebbero acquistare call a breve scadenza sul Brent per coprirsi dal rischio di improvvise escalation nei corridoi di transito del Medio Oriente.
Dati dalla Cina e rischi di offerta per il greggio e il gas europeo
I prossimi dati sulla produzione industriale cinese sono il principale catalizzatore da monitorare, soprattutto perché la capacità di lavorazione delle raffinerie è recentemente scesa verso 14 milioni di barili al giorno. Se questi numeri dovessero confermare un ulteriore raffreddamento economico, le attese sulla domanda globale di greggio subiranno probabilmente un nuovo colpo. Consigliamo di impostare posizioni short tattiche sui contratti di greggio del primo mese se i volumi di lavorazione in Cina non dovessero rimbalzare.
Storicamente, i prezzi del gas naturale europeo sono stati altamente vulnerabili agli spostamenti dell’offerta globale, con le quotazioni TTF che di recente si sono attestate mediamente intorno a 35-40 €/MWh. Poiché gli acquirenti europei devono competere in modo aggressivo con l’Asia per carichi di GNL limitati, qualsiasi improvviso stop al transito innescherà rapidi picchi di prezzo. Suggeriamo di utilizzare bull call spread sul gas europeo per intercettare questo potenziale rialzista limitando rigorosamente il rischio al ribasso.
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