EUR/USD è salito di circa lo 0,17% in area 1,1550 nella sessione europea di venerdì, sostenuto dalle aspettative che la Banca Centrale Europea inasprisca la politica monetaria nella riunione di settembre. In un sondaggio Reuters, 57 economisti su 69 hanno previsto un rialzo di 25 pb del tasso sui depositi della BCE al 2,50%. Parallelamente, dati statunitensi sull’inflazione più morbidi hanno ridotto i timori di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre, esercitando pressione sul dollaro USA.
Anche il pricing dei futures è cambiato dopo la pubblicazione dei dati USA: Deutsche Bank ha affermato che la probabilità implicita di un rialzo dei tassi Fed a settembre è scesa al 35% in chiusura, da oltre il 50% la mattina del CPI di mercoledì e dal 40% appena prima del PPI. Sul fronte grafico, EUR/USD mantiene il breakout sopra una trendline discendente in area 1,1540 ma resta frenato dalla SMA a 100 giorni a 1,1567. L’RSI (14) è vicino a 60; il supporto si colloca a 1,1510, con resistenze a 1,1567 e poi 1,1600.
Svolta rialzista dell’euro e aspettative sulle banche centrali
Stiamo osservando una marcata svolta rialzista per l’euro, che mantiene il breakout sopra la trendline a 1,1540 contro il dollaro USA. Questo movimento al rialzo è sostenuto da solide aspettative che la BCE aumenti il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,50% a settembre. Nel frattempo, l’attenuazione dell’inflazione negli Stati Uniti ha ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve il mese prossimo al solo 35%.
Strategie di trading e livelli tecnici
Per i trader su derivati, consigliamo di valutare strategie in opzioni di impronta rialzista per intercettare questo slancio. L’acquisto di call EUR/USD a breve scadenza con strike in area 1,1600 consente di beneficiare di un breakout mantenendo il rischio limitato. In alternativa, si può utilizzare un bull call spread per ridurre il costo dell’operazione puntando al contempo alle resistenze superiori.
Occorre monitorare con attenzione la media mobile semplice a 100 giorni a 1,1567, poiché questo livello tecnico agisce attualmente da solido “tetto”. Se il cambio riuscisse a chiudere in daily sopra questa media, potrebbe aprirsi la strada per un rapido rally verso 1,1600. Al ribasso, è opportuno posizionare stop-loss protettivi o segnali di uscita appena sotto il solido livello di supporto a 1,1510.
I recenti dati sull’inflazione indicano che l’inflazione core dell’Eurozona è rimasta rigida intorno al 2,8%, il che spiega perché 57 economisti su 69 si aspettano un rialzo dei tassi BCE. Storicamente, quando si amplia il divario di politica monetaria tra una BCE più “hawkish” e una Fed in pausa, l’euro ha guadagnato in media il 2% nel mese successivo. Questo contesto macroeconomico rende particolarmente interessante il posizionamento long in vista di settembre.
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