Il dollaro USA ha allentato, con il Dollar Index (DXY) tornato sotto quota 100,00 dopo un dato sui prezzi alla produzione (PPI) più debole delle attese e un aumento delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, che hanno smorzato le aspettative di ulteriori strette da parte della Federal Reserve. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha ribadito la sua richiesta di tassi più alti, contribuendo a limitare la correzione in vista di un venerdì ricco di dati. Nel G10, l’EUR/USD ha tenuto nelle basse aree 1,1500 in vista della pubblicazione del PIL preliminare del secondo trimestre dell’Eurozona, mentre il GBP/USD è rimasto sotto 1,3500 dopo i dati misti dal Regno Unito diffusi a inizio settimana.
L’USD/JPY è rimasto stabile intorno a 159,50 e l’AUD/USD ha scambiato vicino a 0,7060, mentre persisteva un tono più morbido del biglietto verde. L’oro è arretrato verso 4.350 dollari l’oncia troy dopo aver ripiegato dai massimi recenti, e il WTI ha esteso le perdite verso 81,00 dollari al barile. I mercati si preparano al PIL flash del 2° trimestre dell’Eurozona e ai dati preliminari sulla variazione dell’occupazione, prima che l’attenzione negli USA si sposti sulle vendite al dettaglio di luglio, inclusa la componente “Control Group”. Più tardi, l’indice preliminare di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è atteso in calo, con focus sulle aspettative d’inflazione a uno e cinque anni.
Strategie di trading su Dollaro USA, Oro ed Euro
Consigliamo ai trader di derivati di coprirsi contro la debolezza del dollaro USA acquistando opzioni put sul Dollar Index (DXY) mentre scivola sotto la soglia critica di 100,00. I recenti dati sul lavoro, con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione in risalita verso area 230.000, indicano un mercato del lavoro in raffreddamento che potrebbe costringere la Fed a mettere in pausa il ciclo di inasprimento. Ci aspettiamo che questa pressione ribassista sul biglietto verde persista, rendendo particolarmente interessanti le posizioni short su USD nelle prossime settimane.
Il lieve arretramento dell’oro a 4.350 dollari l’oncia troy offre un punto d’ingresso strategico per i trader che utilizzano opzioni call long o bull call spread. Storicamente, nei periodi in cui il Dollar Index è rimasto sotto 100, l’oro ha registrato guadagni medi trimestrali superiori al 6%. Raccomandiamo di sfruttare questa correlazione storica per costruire esposizione al rialzo prima della prossima tornata di dati sull’inflazione globale.
Per chi opera sull’euro, suggeriamo di impostare opzioni call long su EUR/USD mentre il cross si stabilizza nelle basse aree 1,1500. Il prossimo PIL del secondo trimestre dell’Eurozona, atteso confermare una crescita trimestrale stabile dello 0,3%, potrebbe fungere da catalizzatore per spingere la coppia più in alto. Riteniamo che puntare allo strike 1,1650 offra il miglior rapporto rischio-rendimento nel breve termine.
Opportunità nei mercati dell’energia
Vediamo una crescente opportunità di andare short sui futures del WTI (West Texas Intermediate) mentre i prezzi scivolano verso 81,00 dollari al barile. L’indebolimento della domanda dei consumatori statunitensi, suggerito da un previsto calo dell’indice di fiducia del Michigan, segnala un’attività economica più lenta e un minor consumo di carburanti. Consigliamo l’acquisto di opzioni put sul WTI con target a 77,50 dollari per sfruttare questo momentum ribassista nelle prossime settimane.
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