AUD/USD: Fondamentali tecnici e macro
AUD/USD sta consolidando: l’impostazione di medio periodo resta supportata finché mantiene la tenuta sopra la media mobile a 200 giorni (SMA) a 0,6934, ma le ripetute esitazioni in area 0,7000 lasciano il quadro di breve finemente bilanciato. Sul grafico giornaliero, il cambio quota 0,7057, sopra la SMA a 55 giorni a 0,7005 e in prossimità della SMA a 100 giorni a 0,7056, mentre l’RSI (14) è vicino a 58 e l’ADX (14) è attorno a 10. Una rottura sostenuta sopra 0,7100 rafforzerebbe lo scenario rialzista, con livelli di riferimento a 0,7088, 0,7200 e un “tetto” 2026 in area 0,7280; resistenze sono inoltre indicate a 0,7079, una zona di offerta 0,7278–0,7283 e 0,7661. Un ripiegamento verso i supporti riporterebbe l’attenzione su 0,7056, quindi 0,7005 e 0,6934, con livelli inferiori a 0,6900, 0,6833, 0,6660, 0,6593, 0,6414 e 0,6373.
I dati domestici indicano un’economia ancora in espansione: il PMI manifatturiero è salito a 52,0 da 51,5 e il PMI servizi a 53,6 da 50,5, mentre la disoccupazione è rimasta al 4,4% a giugno e l’occupazione è aumentata di 76,3 mila unità dopo una crescita di maggio rivista a +44 mila. Il saldo commerciale è tornato in surplus a 1,929 miliardi di dollari australiani a giugno da un deficit di 2,367 miliardi, mentre la crescita trimestrale è rallentata a 0,3% t/t da 0,9% e quella annua è rimasta al 2,5%. L’inflazione è scesa al 3,9% nel secondo trimestre dal 4,1%, sebbene le misure “trimmed mean” e “weighted median” siano risalite a 3,6% da 3,5%, e le aspettative siano calate al 4,7% a luglio dal 5,5%; la RBA ha lasciato l’OCR al 4,35% a giugno, con i mercati che prezzano circa 13 punti base di ulteriore restrizione entro fine anno. In Cina, la crescita del secondo trimestre è stata del 4,3% a/a, con produzione industriale a +5,3% e vendite al dettaglio a +1,0%, mentre il surplus commerciale è salito a 125,62 miliardi di dollari da 105,4 miliardi e la PBoC ha mantenuto l’LPR a 1 anno al 3,00% e quello a 5 anni al 3,50%. I dati di posizionamento mostrano i net short CFTC in riduzione a 33,2 mila contratti da 40,0 mila, con open interest poco sopra 240 mila contro circa 230 mila; l’esposizione speculativa è migliorata a -13,8% da -17,4%, la variazione a 4 settimane è passata a -8,5 mila da -22,3 mila, mentre il percentile della posizione netta è salito a 74,3 e quello dell’esposizione speculativa a 80,8.
Strategia di trading e outlook
Dovremmo adottare un approccio paziente e attendista sul Dollaro australiano nelle prossime settimane, mentre il cambio oscilla in prossimità di livelli chiave di resistenza. Con AUD/USD attualmente in area 0,7057, consigliamo di evitare scommesse direzionali aggressive finché non emergerà un trend chiaro. Questa cautela è pienamente giustificata, poiché la coppia resta strettamente compressa tra la media mobile a 200 giorni, che funge da supporto, e la resistenza a 0,7100.
Se dovessimo assistere a una rottura sostenuta sopra 0,7100, dovremmo prepararci a virare su una posizione long per intercettare un potenziale short squeeze. I più recenti dati CFTC mostrano che i contratti net short speculativi si sono già ridotti di 6.800 unità a 33,2 mila, il che significa che un breakout improvviso potrebbe costringere i venditori residui a ricoprire rapidamente le posizioni. Questo slancio rialzista punterebbe verosimilmente al livello di 0,7200, soprattutto se le pressioni inflazionistiche domestiche dovessero rimanere persistenti.
In alternativa, se l’Aussie venisse respinto in area 0,7000, potremmo cercare opportunità di acquisto su un arretramento verso la SMA a 200 giorni vicino a 0,6934. Una chiusura giornaliera sotto questa media mobile critica romperebbe la struttura costruttiva di fondo e segnalerebbe una correzione più profonda. Fino ad allora, dobbiamo considerare la coppia come un’operazione laterale in range, piuttosto che inseguirla senza criterio.
Il nostro outlook da neutrale a moderatamente rialzista è supportato dalla resilienza dell’economia australiana, che mostra un PMI servizi solido a 53,6 e un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%. Il discorso odierno della governatrice della RBA Michele Bullock sarà cruciale, poiché la scelta della banca centrale di mantenere i tassi a un livello restrittivo del 4,35% continua a fornire un sostegno importante alla valuta. Nelle prossime settimane dovremmo monitorare il sentiment di rischio globale e i rendimenti dei Treasury USA, poiché queste forze esterne probabilmente determineranno il timing dell’eventuale breakout.
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