Una lettura del CPI USA in linea e un piccolo ricalibramento delle attese sulla Fed hanno lasciato il dollaro USA sostanzialmente ingabbiato in un range, mentre gli asset rischiosi hanno esteso il rally. Dopo la pubblicazione dell’inflazione, i prezzi di mercato sulla Fed si sono spostati, con la probabilità implicita di un rialzo a settembre scesa al 40% dal 50%; i movimenti iniziali dei rendimenti dei Treasury e del dollaro sono stati poi riassorbiti con l’irripidimento della curva e il biglietto verde ha chiuso poco mosso.
In questo contesto, le operazioni di carry restano supportate da un USD stabile e da un sentiment di rischio più costruttivo, anche se persistono la volatilità sul mercato petrolifero e il rischio di intervento valutario che continua a gravare sul JPY. La vulnerabilità principale resta il tratto lungo della curva USA: rendimenti più elevati sulle scadenze lunghe potrebbero irrigidire le condizioni finanziarie se trainati da domanda di finanziamento legata all’AI, deficit fiscali USA persistenti e crescita statunitense resiliente.
Esposizione prudente al carry in un contesto di dollaro in trading range
Riteniamo che gli operatori su derivati debbano mantenere con prudenza, nelle prossime settimane, un’esposizione alle strategie carry ad alto rendimento, poiché un dollaro USA in trading range e asset rischiosi resilienti offrono uno sfondo favorevole. I dati recenti che mostrano l’inflazione dei prezzi al consumo USA stabile intorno al 2,5% hanno attenuato i timori di rialzi Fed aggressivi, contribuendo a mantenere il dollaro stabile. Questo scenario consente di sfruttare i differenziali di rendimento, in particolare nei cross dove la divergenza di politica monetaria tra banche centrali resta ampia.
Dobbiamo monitorare attentamente lo yen giapponese, la cui volatilità implicita storicamente aumenta bruscamente durante gli episodi di intervento del Ministero delle Finanze, come il massiccio unwind osservato a metà 2024. Considerato che l’attuale tasso di policy a breve della Bank of Japan si colloca intorno allo 0,25%, il divario di rendimento rispetto agli USA rimane interessante ma altamente fragile. Gli operatori su derivati dovrebbero utilizzare opzioni call JPY out-of-the-money per coprirsi dal rischio di interventi improvvisi, mantenendo al contempo posizioni carry short JPY.
Gestione dei rischi legati ai rendimenti USA e posizionamento strategico in opzioni
Un altro rischio chiave da gestire è il potenziale rialzo dei rendimenti dei Treasury sul tratto lungo, alimentato dall’ingente spesa infrastrutturale legata all’AI e dai persistenti deficit fiscali USA. Con il rendimento del Treasury decennale che oscilla intorno al 4,20%, movimenti improvvisi al rialzo possono rapidamente compromettere l’appetito per il rischio e comprimere i margini delle strategie carry. Per proteggere i portafogli, suggeriamo di strutturare swaptions su tassi d’interesse per attenuare l’impatto di un improvviso irripidimento della curva dei rendimenti USA.
Nelle prossime settimane, raccomandiamo di privilegiare strategie in opzioni di breve termine che performano bene in contesti FX laterali, come iron condor o short straddle sulle principali coppie in USD. Questo approccio consente di incassare premio limitando il rischio direzionale di un improvviso cambio di scenario macro prima della prossima riunione della Federal Reserve. È essenziale mantenere una leva moderata, poiché tensioni geopolitiche e mercati energetici volatili potrebbero ancora innescare brevi fasi di flight-to-quality.
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