Il dollaro USA è sceso dopo la pubblicazione del CPI di luglio, per poi invertire la rotta: l’indice del dollaro è scivolato fino a 99,613 e in seguito è tornato in area 100,00. Il repricing dei tassi è stato solo modesto: il mercato dei tassi USA ha prezzato circa 9 pb di inasprimento della Federal Reserve entro il FOMC di settembre, in calo dai circa 12 pb precedenti al dato, segnalando aspettative ridimensionate ma ancora presenti di un rialzo.
Il CPI di luglio ha centrato il consenso, con l’energia a sostenere la componente headline mentre l’inflazione core è rimasta sotto controllo. Con lo Stretto di Hormuz ancora non riaperto e i prezzi energetici elevati, permangono rischi di sorpresa al rialzo dell’inflazione nel breve termine, mentre la limitata forward guidance del presidente della Fed Kevin Warsh rende le aspettative di politica monetaria sensibili ai dati in arrivo. MUFG si attende tassi fermi a settembre e vede il dollaro muoversi con stabilità nel breve durante l’estate.
Volatilità del dollaro e posizionamento dei trader
Dopo la diffusione dei dati sull’inflazione di luglio, abbiamo visto il Dollar Index (DXY) scendere brevemente a 99,61 prima di recuperare rapidamente il livello chiave di 100,00. Questo rimbalzo rapido suggerisce che il mercato ha già assorbito i dati di raffreddamento dell’inflazione core, in linea con le attese del consenso. Riteniamo che gli operatori sui derivati debbano prepararsi a una fase di consolidamento valutario, con il biglietto verde che nelle prossime settimane potrebbe trovare un solido pavimento intorno a 100,00.
Le attese di mercato per un rialzo dei tassi a settembre si sono attenuate leggermente, scendendo a soli 9 punti base dai 12 punti base precedenti al rapporto sull’inflazione. Storicamente, quando la Federal Reserve mette in pausa il ciclo dei tassi, la volatilità valutaria tende a ridursi in modo significativo, replicando i range estivi a bassa volatilità visti a metà 2023. Di conseguenza, consigliamo ai trader di evitare scommesse direzionali aggressive sul dollaro e di orientarsi invece verso strategie di reddito in contesti di trading laterale.
Strategie in opzioni e copertura del rischio energia
Con la volatilità implicita attesa su livelli contenuti, la vendita di premio tramite strategie delta-neutral come gli iron condor su principali cross come EUR/USD appare particolarmente interessante. L’obiettivo è catturare il decadimento temporale del premio mentre il DXY resta ancorato in un corridoio stretto tra 99,50 e 101,50. Questo contesto tranquillo offre un’ottima finestra per strategie short volatility prima che il meeting di settembre aggiunga nuovo impulso al mercato.
Tuttavia, è necessario restare estremamente vigili sui rischi inflattivi guidati dall’energia, soprattutto con il prezzo del greggio esposto a possibili ulteriori interruzioni dei transiti nello Stretto di Hormuz. Shock energetici passati, come le tensioni geopolitiche del 2022 che hanno spinto il petrolio oltre 100 dollari al barile, mostrano quanto rapidamente un balzo delle commodity possa destabilizzare trend valutari apparentemente stabili. Per proteggersi da questo tail risk, suggeriamo di mantenere call out-of-the-money a basso costo su asset legati all’energia come copertura efficiente.
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