La sterlina si è mantenuta in prossimità di 1,3500 contro il dollaro dopo che il rapporto CPI USA di luglio ha rispettato le attese, con GBP/USD ultimo intorno a 1,3497 dopo aver toccato 1,3546. L’inflazione headline è scesa dal 3,6% al 3,5% su base annua, mentre il CPI core è scivolato al 2,5% dal 2,6%. Il pricing dei tassi si è spostato sul mercato obbligazionario: Prime Terminal ha attribuito al mantenimento dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre una probabilità del 60%, contro quasi il 40% per un rialzo di 25 punti base, e la probabilità di un aumento entro la riunione del 9 dicembre al 73%, con ancora tre report sull’inflazione in arrivo.
Il rischio geopolitico è rimasto al centro dell’attenzione: i colloqui USA-Iran hanno mostrato segnali di stallo e l’Iran ha adottato una postura militare nello Stretto di Hormuz, mentre CNN ha riportato che le ambasciate statunitensi in Medio Oriente si stanno preparando a periodi prolungati con organico ridotto. Nel Regno Unito l’attenzione si sposta alle pubblicazioni del PIL di giovedì, attese a +1,1% su base annua contro lo 0,9% precedente, e a +0,4% trimestre su trimestre contro +0,6%. Sul fronte tecnico, GBP/USD è rimasto sopra il cluster di SMA in area 1,3369 e sopra i livelli di trendline a 1,3427 e 1,3340; l’RSI era a 59,4, con resistenze indicate a 1,3511 e 1,3573.
Posizionamento strategico in vista del PIL UK e degli eventi geopolitici
Suggeriamo ai trader su derivati di monitorare con attenzione il livello di 1,3500 su GBP/USD mentre attraversiamo un contesto macroeconomico teso. Sebbene il raffreddamento dell’inflazione core USA al 2,5% abbia temporaneamente calmato i mercati, la prossima pubblicazione del PIL britannico rappresenta il principale catalizzatore. Se la crescita dovesse risultare inferiore all’espansione annua prevista dell’1,1%, ci attendiamo una rapida riprezzatura del percorso dei tassi della Bank of England.
Per prepararsi a questa volatilità, consigliamo l’utilizzo di straddle o strangle di breve periodo su opzioni GBP/USD per intercettare movimenti bruschi in entrambe le direzioni. Storicamente, la volatilità implicita delle opzioni valutarie aumenta in modo significativo in vista di revisioni rilevanti dei dati di crescita quando le politiche delle banche centrali sono in bilico. Con la Federal Reserve che incorpora ancora una probabilità del 73% di un rialzo a dicembre, qualsiasi debolezza domestica nel Regno Unito potrebbe riportare rapidamente la sterlina verso il cluster di supporti delle medie mobili a 1,3369.
Allo stesso tempo, non va ignorata l’escalation delle frizioni militari nello Stretto di Hormuz, che sta aumentando i rischi energetici globali. Con circa 20 milioni di barili di petrolio che transitano quotidianamente attraverso questo collo di bottiglia, in passato le interruzioni hanno innescato rapidi rialzi del 10%-15% dei prezzi del greggio. Consigliamo ai trader di coprire l’esposizione FX combinando posizioni lunghe in GBP con opzioni call out-of-the-money su commodity energetiche.
Prospettiva tecnica su GBP/USD
Per i trader tecnici, il grafico giornaliero mostra che la sterlina resta strutturalmente rialzista finché si mantiene sopra il pavimento della trendline a 1,3427. L’Indice di Forza Relativa si colloca comodamente a 59,4, indicando che la valuta ha ancora margine prima di entrare in ipercomprato. Riteniamo che acquistare sui ribassi in area 1,3400 con stop-loss stretti sia una scelta tattica valida per puntare a una rottura verso 1,3573 nelle prossime settimane.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.