L’oro ha mantenuto un tono solido sopra 4.400 dollari nelle prime contrattazioni europee, restando vicino ai massimi dal 5 giugno, mentre l’attenzione si sposta sull’Indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti per indizi sul percorso di politica monetaria della Federal Reserve. Il petrolio è rimasto vicino a un massimo di una settimana e mezza, poiché si sono affievolite le aspettative di una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre gli attacchi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb hanno alimentato i premi per il rischio guerra e le preoccupazioni per l’inflazione. La combinazione ha mantenuto il dollaro USA al centro dell’attenzione, con i rendimenti ancora elevati, anche mentre segnali più deboli dal mercato del lavoro si contrapponevano alle attese sui tassi; il FedWatch Tool del CME Group continua a indicare una probabilità superiore al 75% di almeno un rialzo entro fine anno. Persistono anche le tensioni geopolitiche, con la Corea del Nord che ha lanciato un missile balistico in vista di esercitazioni congiunte Corea del Sud–USA, e Taiwan che ha criticato esercitazioni navali pianificate che coinvolgerebbero la Cina e una nave da guerra indonesiana.
Sul piano tecnico, l’oro oscilla attorno alla media mobile semplice (SMA) a 100 giorni, ma resta ingabbiato sotto una resistenza guidata dal ritracciamento di Fibonacci del 50,0% della discesa aprile–giugno e che si estende verso la SMA a 200 giorni a 4.500,51 dollari. Il supporto si colloca sulla SMA a 100 giorni a 4.388,33 dollari, seguito dal ritracciamento del 38,2% a 4.298,48 e dal livello del 23,6% a 4.161,40; sotto tale soglia, l’attenzione si sposta su 3.939,81 dollari.
Strategia di trading per oro e petrolio in un contesto di rischi inflazionistici
Consigliamo ai trader di derivati di mantenere prudenza ed evitare scommesse direzionali di ampia entità sull’oro (XAU/USD) fino alla pubblicazione del prossimo CPI statunitense. Con l’oro attualmente in area leggermente sopra la SMA a 100 giorni a 4.388,33 dollari, un dato d’inflazione “caldo” potrebbe innescare un brusco arretramento verso il livello di supporto Fibonacci del 38,2% a 4.298,48 dollari. Al contrario, valuteremmo l’acquisto di opzioni call su rottura (breakout) se il metallo superasse in modo deciso la forte resistenza in prossimità della SMA a 200 giorni a 4.500,51 dollari.
La persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, che in genere gestisce circa il 20% dei consumi mondiali di liquidi petroliferi, implica che l’inflazione trainata dal petrolio probabilmente resterà elevata. I dati storici delle passate crisi energetiche mostrano che shock dell’offerta possono alimentare rally prolungati delle materie prime, in modo simile a come le interruzioni dell’offerta di petrolio alla fine degli anni ’70 contribuirono a spingere i prezzi dell’oro di oltre il 300% in pochi anni. Con l’escalation delle tensioni geopolitiche nel Mar Rosso, dobbiamo coprire i portafogli utilizzando opzioni call long sul greggio per beneficiare dell’aumento dei premi per il rischio guerra.
Copertura di portafoglio e strategie in opzioni in un contesto di tensioni geopolitiche
Nonostante la tradizionale relazione inversa tra oro e biglietto verde, entrambi gli asset stanno salendo insieme a causa dell’aumento delle ansie sulla sicurezza in Asia, evidenziate dai recenti test missilistici della Corea del Nord. Con il FedWatch Tool del CME che segnala una solida probabilità del 75% di un ulteriore rialzo dei tassi della Federal Reserve quest’anno, i rendimenti dei Treasury USA sono destinati a restare elevati. Per gestire questo contesto complesso, raccomandiamo l’impiego di strategie in opzioni da neutrali a moderatamente rialziste, come l’acquisto di opzioni call sul dollaro USA mantenendo al contempo straddle sull’oro, per trarre vantaggio da improvvise oscillazioni di mercato.
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