Le prospettive di un accordo a breve tra Stati Uniti e Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz si sono ridimensionate dopo che, nel fine settimana, Teheran ha posto alcune condizioni, tra cui la richiesta di riparazioni, e la parte statunitense ha risposto con una nuova richiesta di pagamenti di compensazione per le vittime del conflitto. Questa svolta ha alimentato un premio di rischio su tutti i mercati petroliferi, mentre le segnalazioni di fermate nelle raffinerie hanno ulteriormente accresciuto la tensione.
Il Brent è salito del 5% e questa mattina si avvicinava ai 90 dollari al barile, tornando per la prima volta su quel livello dalla fine di luglio. Il gasolio ha accelerato di più, balzando di quasi il 10% a poco meno di 1.350 dollari a tonnellata, il massimo dalla fine di aprile, mentre il crack spread del gasolio è risalito sopra 70 dollari al barile. Gli attacchi con droni alle raffinerie in Arabia Saudita, Russia e Libia, insieme a un’offerta di diesel già tesa, stanno contribuendo al rally e a ridurre la disponibilità globale di diesel anche se l’Europa non è direttamente colpita.
Prospettive sui prezzi dell’energia e strategie sui derivati
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per una pressione rialzista prolungata sui prezzi dell’energia, man mano che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente si consolidano. Con il Brent già in spinta verso 90 dollari al barile e il gasolio vicino a 1.350 dollari per tonnellata, l’acquisto di opzioni call sui contratti front-month offre una strategia con elevato potenziale di rialzo. Storicamente, le interruzioni nello Stretto di Hormuz — che gestisce circa il 20% del consumo mondiale giornaliero di liquidi petroliferi — hanno innescato rialzi sostenuti a doppia cifra percentuale dei benchmark del greggio.
Raccomandiamo di andare long sul crack spread del gasolio, che ha già superato la soglia chiave di 70 dollari al barile. I continui attacchi con droni alle raffinerie in Russia, Arabia Saudita e Libia stanno imponendo un tetto strutturale alla capacità di raffinazione globale. Durante precedenti crisi della raffinazione, come gli shock di offerta di fine 2022, quando i crack spread del diesel in Europa hanno registrato una media superiore a 50 dollari, i trader di derivati che hanno seguito l’allargamento dello spread hanno ottenuto guadagni molto rilevanti.
Trading della volatilità e gestione del rischio di offerta
Considerata la natura altamente imprevedibile dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, suggeriamo di utilizzare strategie in opzioni long straddle o strangle per beneficiare di oscillazioni estreme dei prezzi. La volatilità implicita sui derivati energetici è destinata a impennarsi man mano che le due parti si scambiano richieste di compensazione elevate. I volumi di scambio sulle opzioni sul petrolio tradizionalmente aumentano fino al 30% durante tali stalli geopolitici, rendendo la liquidità particolarmente favorevole per entrare e uscire dalle posizioni.
Sebbene i mercati europei del diesel non siano colpiti direttamente dalle fermate localizzate delle raffinerie, occorre prepararsi all’inevitabile irrigidimento dell’offerta globale. I trader dovrebbero valutare posizioni long sui future ICE sul gasolio per coprirsi dal rischio di una possibile stretta dell’offerta in Europa con l’avvio dei preparativi per l’inverno. I dati storici più recenti mostrano che le scorte globali di diesel nei principali hub di trading restano ben al di sotto delle medie quinquennali, lasciando quasi nessun margine di sicurezza per ulteriori interruzioni dell’offerta.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.