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L’Indice del Dollaro si mantiene vicino a 99,80, mentre CPI, PPI e le attese sui tassi della Fed aumentano il rischio di un breakout

by VT Markets
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Aug 12, 2026

L’Indice del Dollaro è rimasto stabile in area 99,80 all’interno di una forchetta inferiore a 0,2 punti, compresso tra la EMA a 200 giorni intorno a 99,50 e la soglia di 100,00 dalla fine di luglio. I dati hanno offerto pochi spunti: la media a quattro settimane delle assunzioni nel settore privato è rallentata a 8,25 mila da 11 mila, mentre le vendite di case esistenti sono scese dell’1,7% su base mensile. Il pricing sui tassi resta finemente bilanciato, con i futures che attribuiscono il 50,1% di probabilità a una pausa alla riunione del 16 settembre contro il 49,9% per una mossa di un quarto di punto. Su otto riunioni FOMC consecutive da settembre fino a luglio 2027, il mercato prezza una probabilità di taglio pari allo 0,0%, con la prima lettura non nulla allo 0,5% nel settembre 2027, mentre il percorso più probabile è di un quarto di punto più alto entro la primavera.

L’attenzione si sposta ora su inflazione e dati fiscali. Il consenso vede il CPI di luglio al 3,4% annuo dal 3,5% e il core al 2,5% dal 2,6%, mentre il PPI di giovedì è visto al 4,9% con il core al 4,2%. I dati sulla produttività del 2° trimestre hanno mostrato costi unitari del lavoro all’1,3% annualizzato contro un deflatore della produzione a valore aggiunto al 7,0%, con la quota lavoro ai minimi dal 1947. Due presidenti regionali della Fed parleranno giovedì alle 12:15 GMT e alle 12:40. La nota di bilancio di mercoledì è prevista con un deficit di 346 mld di dollari contro 120 mld in precedenza; le richieste di sussidio sono viste a 202 mila da 199 mila, le vendite al dettaglio a 0,1% da 0,2% e la fiducia dell’Università del Michigan a 54,5 da 55,2, con aspettative d’inflazione precedenti al 4,2% (a un anno) e 3,3% (a cinque anni). Sul piano tecnico, 100,00 limita il rialzo; sopra si collocano la EMA a 50 giorni vicino a 100,25 e un massimo di fine luglio poco sopra 101,50, mentre il supporto è la EMA a 200 giorni vicino a 99,50 con minimi in area 99,45, quindi 99,00 e 98,50.

Dollar Index: Tight Range and Imminent Breakout Risks

Va monitorata la “molla” stretta dell’Indice del Dollaro USA, che scambia attualmente in area 99,80, schiacciato tra la EMA a 200 giorni a 99,50 e il livello di 100,00. Con la riunione FOMC del 16 settembre 2026 di fatto su un 50/50 tra mantenimento dei tassi e rialzo di 25 punti base, la direzione di breve periodo è altamente sensibile ai dati di questa settimana. Suggeriamo di prepararsi a un breakout: una banda così ristretta (due decimi di punto) è difficilmente sostenibile.

Inflation, Geopolitics, and Outlook on the Dollar

Oggi abbiamo un test importante: il CPI di luglio è atteso in lieve calo al 3,4% a/a, seguito domani dal PPI che il consenso colloca su un più “caldo” 4,9% a/a. Questo ampio divario indica che la pipeline dei dazi e le pressioni geopolitiche vengono assorbite dai margini aziendali, più che trasferite integralmente ai consumatori (almeno per ora). Se domani i dati sui prezzi alla produzione dovessero risultare elevati, si avrebbe il set-up più chiaramente “hawkish” della settimana, anche perché due presidenti regionali della Fed parleranno a ridosso della pubblicazione.

Va inoltre riconosciuto che i rischi geopolitici in Medio Oriente, in particolare attorno a Iran e Stretto di Hormuz, non stanno più spingendo gli investitori verso il dollaro come bene rifugio. Al contrario, i titoli sull’escalation stanno sostenendo il Brent, in area 78 dollari al barile, favorendo le valute dei Paesi esportatori di energia. Ne deriva che il rischio geopolitico oggi impatta il dollaro in modo indiretto, attraverso il canale dell’inflazione, rendendo i dati sui prezzi all’ingrosso di questa settimana ancora più cruciali.

Proponiamo di mantenere un bias rialzista sul dollaro finché regge la fascia di supporto della EMA a 200 giorni in area 99,50. Poiché i futures prezzano zero tagli dei tassi fino a metà 2027, un CPI “dovish” ha poco spazio per indebolire il dollaro, mentre una sorpresa “hawkish” ha un percorso più lineare per innescare un rally. Gli obiettivi di resistenza sono 100,00 e la EMA a 50 giorni vicino a 100,25, gestendo il rischio con livelli di invalidazione su una chiusura giornaliera sotto 99,45.

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