Rabobank ha segnalato la sensibilità di USD/JPY alla pubblicazione del CPI USA di luglio, con un’inflazione più debole vista come un potenziale freno per il Dollaro e un fattore che potrebbe limitare la probabilità di una nuova rottura sopra 160. Lo scenario centrale della banca è che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati quest’anno, e ha indicato che un ri-prezzamento di mercato verso questa impostazione probabilmente peserebbe sul biglietto verde. Rabobank ha inoltre richiamato il rischio di intervento da parte del Ministero delle Finanze giapponese (MoF) come forza in grado di rafforzare un arretramento del cross qualora il Dollaro si indebolisse.
Al contrario, un CPI più forte delle attese potrebbe sostenere il USD e riattivare le dinamiche di carry trade, aumentando la pressione sullo yen e il rischio di un nuovo test di 160. Rabobank non ha escluso un ritorno a 160 nel breve, ma la sua previsione a tre mesi vede USD/JPY a 158, sulla base dell’assunzione di un migliore sostegno allo JPY. Ha aggiunto che uno spostamento dei differenziali dei tassi a breve a favore dello yen andrebbe a contrastare il carry trade, mentre il governo potrebbe dover affrontare le preoccupazioni sulla disciplina fiscale per contribuire a stabilizzare la valuta.
Strategie per gestire una volatilità USD/JPY più elevata
Mentre osserviamo USD/JPY tornare a testare livelli critici, i trader di derivati dovrebbero prepararsi a una volatilità più elevata nelle prossime settimane. Raccomandiamo di utilizzare opzioni a breve scadenza per coprirsi da movimenti improvvisi dello yen giapponese, soprattutto con la valuta in prossimità di soglie psicologiche chiave. La recente attività di mercato mostra che le autorità giapponesi restano altamente sensibili a rapide fasi di deprezzamento, rendendo le opzioni put protettive su USD/JPY una strategia interessante.
I prossimi dati sull’inflazione statunitense saranno il principale catalizzatore per la prossima gamba direzionale del cambio. Se la crescita dei prezzi al consumo proseguirà nel suo percorso di raffreddamento, è probabile che il dollaro perda supporto e riduca la pressione sullo yen. I trader dovrebbero valutare un posizionamento per un dollaro più debole acquistando opzioni call sullo JPY, per sfruttare un potenziale unwind del carry trade.
Ruolo dell’intervento giapponese e dei differenziali di tasso
Non bisogna sottovalutare la disponibilità del Giappone a intervenire direttamente sul mercato valutario per difendere la propria moneta. Le statistiche sugli interventi passati mostrano che il Ministero delle Finanze ha speso la cifra imponente di 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) in un solo mese durante precedenti operazioni di difesa valutaria, per fermare la discesa dello yen. L’utilizzo di opzioni knock-out appena al di sotto di queste aree storiche di intervento può proteggere il capitale da improvvise inversioni di mercato sostenute dallo Stato.
Ci aspettiamo che il differenziale dei tassi tra la Federal Reserve e la Bank of Japan continui a restringersi, erodendo gradualmente la redditività del carry trade. Con le banche centrali globali che ricalibrano i rispettivi percorsi, qualsiasi improvvisa compressione dei differenziali di rendimento innescherà rapidi smontaggi di posizioni. I trader di derivati dovrebbero concentrarsi su volatility swap e opzioni spread per intercettare questi inevitabili movimenti nelle prossime settimane.
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