L’ultimo intervento del Giappone sul mercato dei cambi, con il coinvolgimento degli Stati Uniti, non ha completamente riassorbito la debolezza dello yen, lasciando l’USD/JPY in area 159 dopo che gran parte del movimento successivo all’intervento si è attenuato. La coppia ha ritracciato quasi il 40% del calo da un massimo pre-intervento di 164 a un minimo post-intervento vicino a 155,50, mentre le aspettative di un’azione coordinata hanno sostenuto i rendimenti dei JGB sulle scadenze lunghe e hanno intensificato l’attenzione su un possibile irrigidimento della politica monetaria della Bank of Japan.
OCBC ha mantenuto la previsione per USD/JPY a fine 2026 a 163, ma ha affermato che le prospettive potrebbero migliorare se la BoJ adottasse un percorso di rialzi più aggressivo e se i flussi domestici — come le riallocazioni del GPIF e quelle legate al NISA — tornassero verso gli asset giapponesi. I mercati prezzano circa il 60% di probabilità di un rialzo a settembre e il bilanciamento dei rischi dipende dalla coerenza dell’azione di policy: uno yen più stabile potrebbe ridurre l’urgenza percepita di alzare i tassi, mentre una mossa a settembre accompagnata da segnali di rientro dei capitali in patria potrebbe sostenere un recupero più duraturo dello yen e allentare la pressione sui rendimenti dei JGB a lunga scadenza.
Riunione BoJ di settembre: volatilità e esiti di policy
Stiamo monitorando da vicino la coppia USD/JPY mentre si mantiene in prossimità di 159, recuperando gran parte delle perdite successive all’intervento. Con la cruciale riunione di settembre della Bank of Japan a poche settimane di distanza, chi opera in derivati deve prepararsi a un forte picco di volatilità. Attualmente, gli overnight index swap prezzano una probabilità di circa il 60% di un rialzo dei tassi il mese prossimo, configurando un evento binario altamente sensibile per il mercato.
Storicamente, le coppie in yen hanno mostrato un’estrema sensibilità ai cambiamenti di policy, come nell’estate del 2024 quando un rialzo a sorpresa della BoJ allo 0,25% ha innescato uno storico unwind globale del carry trade, trascinando l’USD/JPY da 161 a sotto 142 in poche settimane. Se la banca centrale dovesse decidere di lasciare i tassi invariati questo settembre, ci aspettiamo che l’USD/JPY risalga rapidamente verso 163 man mano che aumentano le pressioni. Al contrario, un rialzo confermato dei tassi innescherebbe un recupero netto e sostenuto della valuta giapponese.
Strategie di trading: opzioni e derivati sui JGB
Per gestire questo scenario, suggeriamo ai trader valutari di utilizzare strategie opzionali long volatility, come l’acquisto di straddle o strangle su USD/JPY. Ciò consente di beneficiare di una rottura violenta in entrambe le direzioni senza dover prevedere l’esatta decisione della BoJ. Raccomandiamo di impostare scadenze delle opzioni a fine settembre per catturare pienamente la reazione del mercato nel post-riunione.
Sul fronte del reddito fisso, consigliamo di osservare con attenzione i derivati sui Japanese Government Bond (JGB). Mettersi short sui future JGB decennali potrebbe risultare altamente profittevole se una pausa sui tassi spingesse i rendimenti al rialzo per il riemergere dei timori inflazionistici. D’altra parte, un rialzo dei tassi accompagnato dal rientro di capitali domestici sugli asset giapponesi stabilizzerebbe tali rendimenti e favorirebbe posizioni long.
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