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Il Dow Jones resta invariato in attesa del CPI; il petrolio rimbalza e aumentano leggermente le probabilità di un rialzo dei tassi

by VT Markets
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Aug 10, 2026

Il Dow Jones Industrial Average si è mantenuto in area 53.900 lunedì, in calo dello 0,3% dopo una seduta che ha coperto a malapena 200 punti, con l’andamento dei prezzi interamente contenuto nel range di venerdì, a sua volta all’interno di quello di giovedì. Intel ha ceduto il 3% dopo aver annunciato un collocamento di azioni ordinarie da 15 miliardi di dollari, una mossa esterna al perimetro di calcolo dell’indice. Sul fronte macro, la produttività del secondo trimestre ha mostrato che la quota del lavoro sul prodotto è scesa al 52,9%, minimo della serie storica che risale al 1947, mentre i pagamenti unitari non legati al lavoro sono aumentati del 14% su base annualizzata.

La produzione per ora è aumentata dell’1,4% nel trimestre e del 2,2% su base annua, con il ciclo che compone al 2,1% annuo; la retribuzione oraria è salita del 2,7% ma è diminuita del 3,1% al netto dei prezzi al consumo, mentre i costi unitari del lavoro sono aumentati dell’1,3% e il deflatore dei prezzi del valore aggiunto si è attestato vicino al 7%. Il petrolio si è rafforzato, con il WTI in rialzo di circa il 3% in area 81 dollari e il Brent sopra 86 dollari, mentre i titoli legati all’Iran e nuove designazioni statunitensi hanno alimentato i premi per il rischio. I tassi sono stati ricalibrati: una mossa da 25 pb per il 16 settembre è prezzata al 49,9% contro il 50,1% di probabilità di una pausa, ottobre al 76,5%; una seconda stretta è al 24,1% dal 14,4%, mentre dicembre non implica alcuna possibilità di mantenere l’attuale intervallo. I dati in arrivo includono il CPI di mercoledì (0,1% m/m; 3,4% a/a; core 0,2% m/m e 2,5% a/a), poi il PPI di giovedì (0,2% m/m; core 4,2% a/a) insieme alle richieste di sussidio di disoccupazione a 201 mila, con le vendite al dettaglio di venerdì viste a 0,2% e il sentiment del Michigan atteso a 54 contro 55,2. Livelli tecnici: resistenza poco sopra 54.000 con 54.100 a fare da tetto venerdì e un record in area 54.750; supporto a 53.800, poi 53.500 e la EMA a 50 giorni vicino a 52.100, con Stoch RSI intorno a 57.

Trigger di breakout imminente e posizionamento strategico sui derivati

Stiamo osservando il Dow Jones comprimersi in un range giornaliero estremamente stretto in area 53.900, segnalando che un breakout di volatilità di ampia portata è imminente. Le regolarità storiche di mercato indicano che fasi di consolidamento così ristrette spesso precedono movimenti esplosivi, soprattutto con dati chiave sull’inflazione in arrivo. Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a questa improvvisa espansione della volatilità utilizzando long straddle o long strangle in vista della pubblicazione del CPI di mercoledì.

Con il Brent oltre 86 dollari e il WTI in area 81 dollari, i premi geopolitici risultano di nuovo solidamente incorporati nel settore energia. I dati più recenti del comparto indicano che la domanda globale di greggio è attesa in media sopra 104 milioni di barili al giorno, mentre l’OPEC+ mantiene un’elevata disciplina sul rispetto dei tagli all’offerta. Valutiamo l’acquisto di opzioni call su indici a forte componente energy per coprirci contro l’aumento di queste frizioni regolatorie e lato offerta.

Produttività, tassi e gestione del rischio per l’azionario

Gli ultimi dati sulla produttività evidenziano una realtà netta: la quota del lavoro sul prodotto è crollata al minimo storico del 52,9%, un livello che non si registrava dal 1947. Questo calo indica che i margini di profitto aziendali restano fortemente protetti anche mentre la remunerazione della forza lavoro, corretta per l’inflazione, continua a restare indietro. Interpretiamo questa tenuta dei margini come un solido cuscinetto fondamentale per l’equity corporate, suggerendo che eventuali flessioni di breve siano opportunità per accumulare opzioni call a scadenze più lunghe.

I mercati dei tassi stanno rapidamente riprezzando, con un rialzo a settembre ora vicino a una probabilità “testa o croce” del 49,9%. Storicamente, quando la Federal Reserve deve fronteggiare costi non-labour rigidi come energia e dazi, i rendimenti a breve dei Treasury restano elevati. Suggeriamo di posizionarsi per uno scenario di tassi “più alti più a lungo” acquistando put protettive su titoli growth altamente indebitati e sensibili ai tassi.

Sul piano tecnico, 53.800 sul Dow è la linea di demarcazione critica da monitorare. Una chiusura giornaliera sotto questo supporto invaliderà il recente tentativo di breakout e probabilmente innescherà una rapida discesa verso la media mobile esponenziale a 50 giorni in area 52.100. Proponiamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money in caso di rottura di questo livello chiave, mantenendo al contempo un’impostazione rialzista con opzioni call finché 53.800 regge.

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