L’inflazione dei prezzi al consumo in Danimarca ha rallentato a luglio, con il CPI complessivo in aumento dell’1,7% su base annua contro l’1,9% di giugno, mentre l’inflazione core è rimasta invariata al 2,3%. Su base mensile, il CPI è salito dell’1,2% rispetto a giugno, il maggiore incremento mese su mese da luglio dello scorso anno, poiché voci stagionali come gli affitti delle case estive e i pacchetti vacanza hanno spinto i prezzi al rialzo.
L’elettricità ha avuto un ruolo determinante nel mantenere bassa la dinamica annua: dopo la riduzione delle tariffe al minimo UE dall’inizio dell’anno, l’elettricità ha sottratto 0,68 punti percentuali all’inflazione annua. Al contrario, l’inflazione dell’Eurozona è stata del 2,9% a luglio, mantenendo la crescita dei prezzi del blocco valutario sopra quella danese. Il pezzo è stato prodotto con l’ausilio di uno strumento di IA e revisionato da un editor.
Divergenza tra inflazione danese ed Eurozona: opportunità sui mercati dei derivati
Ci aspettiamo che la divergenza tra l’inflazione danese e quella dell’Eurozona crei opportunità potenzialmente molto redditizie nei mercati dei derivati su tassi e valute nelle prossime settimane. Con l’inflazione headline in Danimarca in raffreddamento all’1,7% mentre il CPI dell’Eurozona si colloca più in alto al 2,9%, Danmarks Nationalbank è sottoposta a minori pressioni per ricalcare l’impostazione aggressiva (hawkish) della Banca centrale europea. Raccomandiamo ai trader di derivati di sfruttare questo differenziale assumendo posizioni lunghe sui futures danesi sui tassi a breve (Cibor) in termini relativi rispetto ai contratti Euribor.
Dal punto di vista statistico, lo spread di rendimento tra i titoli di Stato danesi a 2 anni e i Bund tedeschi si è storicamente ampliato durante fasi di sgravi fiscali localizzati, come i tagli alle tariffe elettriche in Danimarca che hanno ridotto di 0,68 punti percentuali l’inflazione domestica. Poiché la Danimarca mantiene un ancoraggio stretto all’euro, prevediamo che la banca centrale ricorrerà a interventi sul mercato dei cambi più che a rialzi aggressivi dei tassi per gestire la corona. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call EUR/DKK out-of-the-money per coprirsi da eventuali tensioni temporanee sull’ancoraggio o da tagli tattici dei tassi da parte della banca centrale danese.
Curva dei rendimenti e strategie su inflation swap in presenza di una domanda interna resiliente
Inoltre, il balzo dell’1,2% mese su mese del CPI danese, trainato da affitti stagionali delle case estive e pacchetti vacanza, suggerisce che la domanda interna rimane resiliente nonostante il calo dell’headline. Questa forza di fondo, insieme a un’inflazione core stabile al 2,3%, implica che gli inflation swap di lungo termine in Danimarca siano attualmente prezzati in modo non corretto. Suggeriamo di posizionarsi per un appiattimento della curva dei rendimenti in Danimarca, poiché i rendimenti a breve subiscono una pressione al ribasso dalla politica monetaria, mentre i rendimenti a lungo restano ancorati dalla persistente inflazione core dei servizi.
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