USD/CAD è rimasto sotto pressione lunedì anche se il Dollaro USA si è stabilizzato dopo il calo della scorsa settimana in seguito ai dati più deboli sui Nonfarm Payrolls statunitensi, con l’attenzione che si sposta sulla pubblicazione di mercoledì dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) USA. La coppia scambiava intorno a 1,3932, vicino a un minimo di due mesi. Il Dollaro canadese ha trovato supporto grazie a dati domestici sul lavoro più solidi e a un petrolio più tonico, con il West Texas Intermediate a 80,37 dollari al barile, in rialzo del 5,20% nella giornata.
Il movimento mantiene alta l’attenzione sul “pricing” della Federal Reserve e sui dati di inflazione in arrivo dopo che USD/CAD è sceso sotto 1,40. Dal punto di vista tecnico, la coppia ha registrato massimi e minimi decrescenti dopo una breve spinta sopra 1,4200 a fine giugno, e resta al di sotto della soglia di 1,4000 e della media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 1,4075. Gli indicatori di momentum restavano deboli, con l’RSI vicino a 33 e il MACD in territorio negativo; il supporto si colloca sulla SMA a 100 giorni in area 1,3916 e poi sulla SMA a 200 giorni intorno a 1,3853, mentre le resistenze sono viste a 1,4000 e 1,4075.
Opportunità tattiche ribassiste su USD/CAD
Vediamo USD/CAD scendere sotto la soglia critica di 1,4000, aprendo una finestra tattica per i trader di derivati in vista della pubblicazione del CPI USA di mercoledì. Con la coppia in scambio vicino a un minimo di due mesi a 1,3932, il momentum di breve periodo favorisce chiaramente il dollaro canadese. Per sfruttare questo scenario, raccomandiamo di orientarsi su opzioni ribassiste a breve scadenza per beneficiare di un’ulteriore estensione al ribasso prima che il mercato trovi un pavimento più solido.
Questa view ribassista su USD/CAD è supportata dai forti dati sul lavoro in Canada e dal WTI in rialzo di oltre il 5% a 80,37 dollari al barile. Storicamente, un aumento sostenuto dei prezzi del petrolio sostiene il “Loonie” legato alle commodity, soprattutto quando i dati sull’occupazione canadese superano le attese. Suggeriamo di valutare put near-the-money con obiettivo sulla media mobile a 100 giorni a 1,3916.
Gestione del rischio e strutturazione dell’operazione
Occorre mantenere prudenza in vista dei dati sull’inflazione USA, poiché un aumento inatteso del CPI potrebbe spingere rapidamente USD/CAD di nuovo sopra 1,4000. Attualmente la volatilità implicita a un mese su USD/CAD tratta su un livello relativamente basso, al 5,8%, rendendo i premi delle opzioni interessanti per i compratori. Preferiamo impostare bear put spread, che limitano il rischio sul premio pur consentendo di profitteggiare se la coppia scivola verso la media mobile a 200 giorni in area 1,3853.
Poiché l’RSI è su un livello basso a 33, il mercato si avvicina alla zona di ipervenduto: di conseguenza, è opportuno evitare di inseguire ciecamente il trend ribassista. Se il supporto a 1,3916 dovesse reggere, ci aspettiamo un rimbalzo verso la media mobile a 50 giorni a 1,4075. Stiamo strutturando le operazioni con stop-loss stretti e utilizzando opzioni barrier per proteggere il capitale da un’improvvisa inversione di tendenza.
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