Il dollaro USA si è indebolito dopo un deludente rapporto sull’occupazione USA di luglio, spingendo l’EUR/USD brevemente fino a 1,1581, il livello più alto in quasi due mesi, mentre i mercati hanno ridotto le aspettative di una stretta della Federal Reserve a settembre. I Nonfarm payrolls sono diminuiti di 23mila unità contro un consenso di +80mila e la stima di Danske a +70mila; le revisioni di maggio-giugno sono state pari a -103mila. Ciononostante, il tasso di disoccupazione è sceso marginalmente al 4,1% rispetto al 4,2% atteso, mentre il tasso di partecipazione al lavoro è scivolato al 61,4%, il livello più basso da febbraio 2021.
Sul fronte della curva dei tassi, il mercato ora sconta 11 pb di rialzo alla riunione di settembre, mentre il dollaro ha perso terreno anche contro le altre valute del G10. Nell’area euro, è atteso l’indicatore Sentix di fiducia degli investitori dopo il forte aumento di luglio, terzo miglioramento mensile consecutivo trainato dalle aspettative; la settimana si chiude con la seconda lettura del PIL dell’area euro del 2° trimestre, con i dettagli delle componenti.
Strategie di trading in derivati in un contesto di volatilità su FX e tassi
Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità nei mercati dei cambi e dei tassi d’interesse nelle prossime settimane. Il rapporto sorprendentemente debole sull’occupazione USA di luglio ha esercitato una forte pressione sul dollaro, consentendo al cambio EUR/USD di spingersi verso area 1,1580. Per sfruttare questo momentum, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call EUR/USD a breve scadenza per catturare un’ulteriore estensione al rialzo.
Questo repentino cambio di scenario arriva mentre gli operatori ridimensionano rapidamente le attese di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. I dati più recenti sui futures mostrano che i trader prezzano ora solo un aggiustamento di 11 punti base, segnale di un marcato scetticismo su ulteriori strette monetarie. Riteniamo che questo contesto favorisca strategie di valore relativo, in particolare posizioni long sui futures dei tassi dell’Eurozona in vista della prossima pubblicazione del PIL.
Partecipazione al lavoro, fiducia nell’Eurozona e gestione del rischio
Storicamente, periodi di calo della partecipazione al lavoro — recentemente scesa al 61,4% — hanno spinto la Fed verso un approccio più prudente e dipendente dai dati. Abbiamo osservato dinamiche simili a fine 2023 e inizio 2024, quando il raffreddamento del mercato del lavoro ha alimentato un rally prolungato delle valute del G10 contro il biglietto verde. I trader di derivati dovrebbero valutare coperture dell’esposizione al USD acquistando opzioni put sul Dollar Index (DXY) mentre cambia lo slancio macroeconomico.
In Europa, il miglioramento della fiducia degli investitori, evidenziato dal recente balzo dell’indice Sentix, suggerisce che l’economia dell’Eurozona stia guadagnando trazione. Se i dati sul PIL dell’area euro del secondo trimestre, nella seconda lettura, confermeranno questa resilienza, ci aspettiamo che l’euro superi livelli chiave di resistenza. I trader possono strutturare strategie di risk-reversal per beneficiare di questa divergenza economica, limitando al contempo il rischio di ribasso.
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