EUR/JPY si è allontanato dai minimi di seduta venerdì, ma è rimasto in calo, anche mentre l’Euro si rafforzava contro il Dollaro statunitense. Il movimento ha fatto seguito a un debole rapporto sull’occupazione USA che ha spinto lo Yen al rialzo nelle prime fasi della sessione americana, mentre la persistente sensibilità dopo l’intervento coordinato di acquisto di Yen della scorsa settimana da parte di Giappone e Stati Uniti ha mantenuto gli operatori cauti nel vendere la valuta giapponese. Il Dollaro è sceso di oltre l’1% contro lo Yen nelle prime contrattazioni USA, e lo Yen resta ben distante dal minimo a 40 anni visto a luglio. I dati industriali e commerciali tedeschi non hanno fornito sostegno, mentre la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati e i mercati prezzano ormai solo un ulteriore rialzo quest’anno, con una probabilità più contenuta di un secondo.
Il rischio geopolitico ha contribuito allo scenario dopo che giovedì il presidente del Parlamento iraniano e negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha criticato la politica statunitense, mentre una bozza di piano riportata da Fars suggeriva che navi statunitensi e israeliane potrebbero essere escluse dallo Stretto di Hormuz. Qualsiasi interruzione prolungata complicherebbe la bolletta energetica d’importazione del Giappone e peggiorerebbe le ragioni di scambio, fattore in passato collegato alla debolezza dello Yen. Sul piano tecnico, EUR/JPY era intorno a 182,00, sotto la SMA a 20 periodi a 182,17 e la SMA a 100 periodi a 184,70, con RSI vicino a 41; la resistenza si colloca a 182,13, poi 182,17 e 182,69, mentre il supporto è a 181,76 e 181,30.
Opzioni e rischio di intervento
Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a forti oscillazioni della coppia EUR/JPY nelle prossime settimane, mentre gravita intorno alla soglia di 182,00. Dopo i deboli dati sul lavoro negli Stati Uniti e la minaccia incombente di un intervento congiunto Tokyo-Washington, raccomandiamo l’uso di opzioni put a breve scadenza per proteggersi da improvvisi rally dello Yen. I dati storici mostrano che azioni giapponesi unilaterali e bilaterali possono innescare spostamenti valutari di ampia portata, analoghi al record di 9,8 trilioni di yen spesi dal Ministero delle Finanze giapponese durante le precedenti operazioni di mercato.
Livelli tecnici e strategia operativa
Da un punto di vista tecnico, dovremmo monitorare attentamente l’area di resistenza immediata tra 182,13 e 182,17. Se la coppia rimanesse contenuta sotto questo livello, strategie come i bear put spread potrebbero offrire buoni risultati puntando al supporto chiave a 181,30. Al contrario, un breakout sostenuto sopra la media mobile a 100 periodi a 184,70 richiederebbe di abbandonare rapidamente le impostazioni ribassiste e di ruotare verso opzioni call.
Dobbiamo inoltre considerare che il Giappone importa oltre il 90% del proprio fabbisogno energetico, il che implica che l’aumento dei costi del greggio continuerà a deteriorare le ragioni di scambio. Sebbene l’impostazione prudente della Banca Centrale Europea mantenga l’Euro relativamente stabile, le bollette energetiche elevate limiteranno strutturalmente nel lungo periodo l’entità del recupero dello Yen. Di conseguenza, suggeriamo di mantenere un profilo operativo flessibile e a breve durata, piuttosto che assumere posizioni direzionali pesanti e di lungo termine sullo Yen.
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