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L’oro si stabilizza sopra 4.000 dollari mentre gli USA sostengono lo yen tramite l’EUR/JPY; persiste il premio di rischio sul petrolio

by VT Markets
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Aug 7, 2026

Il sentiment di rischio a inizio settimana è migliorato grazie alle speranze di progressi in Medio Oriente, ma i mercati hanno poi perso slancio poiché non si sono concretizzati dettagli su un eventuale accordo. L’oro ha trovato supporto dopo essere sceso sotto i 4.000 dollari, mentre le azioni SpaceX sono calate del 13% per capex superiori alle attese, anche se il management ha delineato una traiettoria positiva. Sul mercato FX, il Tesoro USA è intervenuto per sostenere lo JPY per la prima volta dal terremoto del 2011: secondo alcune indiscrezioni avrebbe venduto EUR/JPY utilizzando le relativamente limitate disponibilità in euro dell’Exchange Stabilization Fund, invece di agire su USD/JPY, una mossa definita senza precedenti. Una nota da Camp David faceva riferimento ad acquisti di JPY per 5-10 miliardi di dollari, e vi sono indicazioni che il MOF giapponese abbia acquistato circa 37 miliardi di dollari nell’ultima operazione; tuttavia, metà del movimento della scorsa settimana in USD/JPY è stata da allora riassorbita, nonostante il coordinamento confermato con USA e Corea.

Il petrolio è salito nella notte poiché permane l’incertezza sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre i bond hanno indebolito con l’aggiustamento delle attese sui tassi. Il calendario della prossima settimana include la decisione della RBA martedì, dopo la pausa del mese scorso successiva a tre rialzi consecutivi, e mercoledì l’IPC USA, con l’inflazione headline attesa in rallentamento al 3,4% dal 3,5%. La stagione delle trimestrali USA si sta assottigliando, con Cisco, CoreWeave e JD.com tra le poche pubblicazioni rimanenti, mentre questa sera sono in uscita i Nonfarm Payrolls.

Strategie di trading in un contesto di venti contrari geopolitici e macro

Consigliamo ai trader su derivati di sfruttare l’attuale ciclicità settimanale acquistando asset rischiosi il lunedì e prendendo profitto il giovedì. Questo schema è alimentato da ricorrenti timori geopolitici nel fine settimana in Medio Oriente che sistematicamente non si materializzano entro l’inizio della settimana. Per chi guarda ai beni rifugio, il recente breakout dell’oro sopra la soglia dei 4.000 dollari dimostra che comprare sui ribassi resta una strategia altamente remunerativa, man mano che la correlazione con gli asset rischiosi si disaccoppia.

Suggeriamo cautela nel trading sullo yen giapponese nonostante l’intervento congiunto senza precedenti in cui gli USA hanno venduto EUR/JPY per sostenere la valuta. Sebbene il Ministero delle Finanze giapponese abbia impiegato circa 37 miliardi di dollari nel suo ultimo intervento, la storia mostra che interventi limitati raramente invertono dinamiche macro di lungo periodo come i differenziali dei tassi d’interesse. Con USD/JPY che ha già recuperato metà delle perdite post-intervento, ci attendiamo ulteriore volatilità e preferiamo attendere un coordinamento ufficiale della BCE prima di assumere posizionamenti rialzisti significativi sullo yen.

Outlook macro e posizionamento settoriale

Guardando alla prossima settimana, occorre prepararsi a dati macro chiave, a partire dalla decisione sui tassi della Reserve Bank of Australia di martedì, dove è ampiamente attesa una conferma. Mercoledì l’attenzione si sposterà sulla cruciale pubblicazione dell’IPC USA, con l’inflazione headline vista in rallentamento dal 3,5% al 3,4%. I trader dovrebbero posizionarsi per un potenziale sollievo sui mercati azionari se i dati sull’inflazione dovessero confermare queste attese più morbide, attenuando ulteriormente i timori sui tassi.

Nel comparto energia, raccomandiamo di mantenere posizioni lunghe sul greggio (USOIL), poiché l’incertezza in corso sulla chiusura dello Stretto di Hormuz mantiene elevati i premi per il rischio. Nel frattempo, la progressiva conclusione della stagione delle trimestrali USA, con i report di Cisco, CoreWeave e JD.com, offre opportunità selettive sui derivati azionari. Suggeriamo inoltre di monitorare i nomi a forte crescita come SpaceX, il cui recente -13% legato a capex elevati evidenzia la sensibilità del mercato all’aumento dei costi nonostante una guidance di lungo periodo ottimistica.

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