I payroll di luglio e i dati sull’occupazione in Canada sono attesi in contemporanea, con i mercati pronti a una reazione FX più ampia del solito dopo la comunicazione ambigua del FOMC di luglio. Il pricing per la riunione di settembre è rimasto a 14–17bp, mentre una stima di 70mila nuovi occupati negli USA si colloca vicino a un consenso di 80mila ed è accompagnata da un tasso di disoccupazione visto al 4,3% rispetto al 4,2% di consenso. Nell’ultimo anno le reazioni recenti di EUR/USD hanno mediato lo 0,2% nell’ora successiva al NFP, ma le ultime due pubblicazioni hanno mosso lo 0,4%, e EUR/USD è visto in un range 1,150–1,155 in avvicinamento al CPI USA della prossima settimana. USD/JPY è segnalato come il cross G10 più sensibile, con livelli obiettivo a 160 nelle prossime settimane e 158 entro fine anno.
In Canada, il consenso punta a un incremento dell’occupazione di 20mila unità e a una disoccupazione stabile al 6,5%, mentre il pricing per la Bank of Canada a fine anno è indicato a 18bp. In Repubblica Ceca, la CNB ha mantenuto i tassi al 3,75%, dopo di che i mercati hanno scontato l’uscita di circa metà di un rialzo e ora implicano circa 1,5 rialzi; EUR/CZK è salito dello 0,2% a 24,235, con un’area 24,250–24,300 indicata come riferimento. In Ungheria, l’inflazione di luglio è scesa dall’1,7% all’1,2% contro una previsione della banca centrale all’1,9%, ampliando lo scarto da 0,3ppt a 0,7ppt; il pricing di allentamento è intorno a 90bp ed EUR/HUF è tornato a 365.
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