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Rassegna mensile dei mercati: bilancio di luglio e prospettive per agosto

by VT Markets
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Aug 7, 2026

Riepilogo di mercato di luglio

Luglio è stato un mese turbolento per i mercati finanziari globali: le nuove tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran hanno riportato l’attenzione su sicurezza energetica, rischi di inflazione e decisioni delle banche centrali. Il prezzo del petrolio è salito bruscamente per il timore di problemi nell’offerta, mentre le Borse hanno subito prese di profitto (vendite dopo i rialzi per incassare i guadagni) e valutazioni elevate, soprattutto sui titoli tecnologici.

Allo stesso tempo, dati sull’inflazione leggermente più deboli hanno dato un po’ di sollievo ai decisori, ma il rincaro dell’energia ha riaperto l’incertezza sulle prospettive dei prezzi. La Federal Reserve (banca centrale USA) ha mantenuto un approccio prudente: il presidente Kevin Warsh ha ribadito una strategia “dipendente dai dati”, cioè basata sui numeri che arrivano di volta in volta, mentre il mercato valuta il percorso dei tassi d’interesse.


Temi principali:

  • Le tensioni geopolitiche hanno riacceso i timori sull’offerta di energia.
    I nuovi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran, insieme ad azioni ostili vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, hanno aumentato le preoccupazioni sulle rotte marittime e sulla sicurezza energetica. Il petrolio è stato tra gli asset (strumenti d’investimento) più instabili, anche se l’impatto di lungo periodo dipenderà da quanto i problemi di fornitura diventeranno estesi.
  • La prudenza della Fed mantiene alta l’attenzione sui rischi di inflazione.
    Pur con segnali di miglioramento dell’inflazione, l’aumento del petrolio ha alimentato il timore che i progressi possano rallentare. La Fed ha confermato una linea cauta, con Warsh che ha sottolineato che le decisioni di politica monetaria (scelte su tassi e liquidità) dipenderanno dai dati in arrivo e non dalle previsioni.
  • Gli investimenti in IA restano un tema di crescita di lungo periodo nonostante la pressione sui mercati. I tecnologici hanno corretto (calo dopo un rialzo) per prese di profitto e per una revisione delle valutazioni (prezzi rispetto a utili e crescita attesa). Tuttavia, gli investimenti in infrastrutture per l’IA (intelligenza artificiale), semiconduttori (chip) e data center (centri dati) hanno rafforzato le prospettive di crescita del settore nel tempo.

Nel complesso, luglio ha mostrato un mercato in equilibrio tra forze opposte. Rischi geopolitici e rincaro dell’energia hanno sostenuto le materie prime e la domanda di beni rifugio (asset considerati più “protettivi” nei momenti di tensione), mentre i dati solidi sull’economia USA e la prudenza della Fed hanno pesato sugli strumenti più sensibili ai tassi (asset che soffrono quando i rendimenti salgono). Nonostante la volatilità di breve periodo, temi strutturali come gli investimenti in IA e l’infrastruttura digitale hanno continuato ad attirare l’interesse degli investitori.


Dollaro USA sostenuto da tassi e propensione al rischio

Il mercato valutario (Forex, cioè cambio tra valute) è rimasto equilibrato a luglio, con il dollaro USA spinto in direzioni diverse da incertezza geopolitica, timori d’inflazione e attese sulle prossime mosse della Fed.

Le nuove tensioni USA-Iran e i rischi sulle principali rotte marittime hanno aumentato la domanda di valute rifugio (monete considerate più stabili nelle fasi di stress). In parallelo, il rialzo del petrolio ha rafforzato l’idea che l’inflazione possa restare tenace, riducendo le attese di tagli aggressivi dei tassi da parte della Fed (riduzioni rapide e ampie del costo del denaro).

Dati sull’inflazione più deboli delle attese hanno però dato un po’ di respiro, mentre la tenuta dell’economia USA ha continuato a sostenere il dollaro. Mercato del lavoro solido, consumi e investimenti hanno rafforzato l’aspettativa che la Fed prosegua con un approccio guidato dai dati.

Grafico USDJPY a 4 ore: il dollaro guadagna contro lo yen con l’aumento del differenziale dei tassi, che rafforza il carry trade

USDJPY è stato uno dei temi più forti del mese. L’ampliamento del divario di tassi tra Stati Uniti e Giappone ha sostenuto la domanda di carry trade (strategia che punta a prendere a prestito in una valuta a tassi bassi e investire in una valuta a tassi più alti per incassare la differenza), con rendimenti USA più elevati e una Bank of Japan ancora accomodante (politica favorevole, con tassi bassi e sostegno alla liquidità) a vantaggio del dollaro.

USDJPY potrebbe restare sensibile ai cambiamenti nelle aspettative sulla Fed, ai segnali di politica della BoJ (Bank of Japan) e alle variazioni della propensione al rischio globale (quanto gli investitori accettano di comprare asset rischiosi).

Oro tra domanda difensiva e pressione del dollaro

L’oro è rimasto in un intervallo di correzione (fase laterale dopo un calo) a luglio, mentre gli investitori hanno bilanciato l’incertezza geopolitica con l’aspettativa di tassi elevati più a lungo (“higher for longer”, cioè tassi che restano alti per più tempo).

Il riaccendersi del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha aumentato la domanda di asset difensivi, e i timori sull’offerta energetica globale hanno dato ulteriore supporto al metallo. I rialzi sono però stati frenati da un dollaro solido e dall’idea che la Fed possa mantenere una politica restrittiva (tassi alti per raffreddare l’economia) se le pressioni sui prezzi restano presenti.

Diversamente da altre fasi di corsa ai beni rifugio, il potenziale rialzo dell’oro è stato più limitato, perché gli investitori hanno pesato i rischi geopolitici contro rendimenti (yield) più alti e forza del dollaro. Per “rendimenti” si intendono soprattutto i tassi offerti dai titoli di Stato, che diventano più competitivi quando salgono.

L’argento ha beneficiato della domanda difensiva e anche del suo utilizzo industriale (impiego nella produzione, quindi legato alla crescita economica).

Grafico del rame a 4 ore: mentre l’oro è rimasto laterale, il rame è stato sostenuto dalla domanda legata a elettrificazione e spesa nelle infrastrutture per l’IA

Intanto il rame ha mostrato forza grazie all’ottimismo su infrastrutture per l’IA, elettrificazione (passaggio a tecnologie e consumi basati sull’elettricità) e investimenti nei data center, che migliorano le prospettive di domanda nel lungo periodo.

La prossima direzione dell’oro dipenderà probabilmente da inflazione, attese sulla Fed e dall’eventuale impatto del caro energia su prezzi più ampi (quanto l’aumento dell’energia si trasferisce su beni e servizi). Segui l’oro con i nostri analisti con accesso 24/7 sotto il simbolo ‘XAUUSD247‘.

Il petrolio scatta per i nuovi timori sull’offerta

Il petrolio è stato tra i mercati più instabili di luglio, con il ritorno delle tensioni in Medio Oriente che ha riportato in primo piano i rischi sull’offerta.

La ripresa degli attacchi USA-Iran, insieme ad azioni vicino allo strategico stretto di Bab el-Mandeb, ha aumentato il timore di interruzioni sulle grandi rotte marittime. La possibilità di pressione sia su Bab el-Mandeb sia sullo stretto di Hormuz (passaggi chiave per il trasporto di petrolio) ha alimentato forti oscillazioni dei prezzi durante il mese.

Grafico del petrolio a 4 ore: volatilità in aumento dopo la ripresa degli attacchi tra USA e Iran

Anche se le scorte globali di petrolio sono rimaste abbastanza stabili, il rischio di problemi nei trasporti è bastato a mantenere alta la volatilità. Il rialzo dei prezzi dell’energia ha inoltre complicato le prospettive sull’inflazione. Nonostante i recenti dati migliori in diverse grandi economie, un petrolio forte e duraturo potrebbe rallentare i progressi e creare difficoltà per le banche centrali.

I mercati continueranno a seguire da vicino gli sviluppi geopolitici: il petrolio resta molto sensibile alle notizie su rischi di offerta e tensioni regionali.

L’ottimismo sull’IA si scontra con la realtà: correzione dei titoli tech

Le Borse globali hanno subito pressioni a luglio: gli investitori hanno rivisto le valutazioni della tecnologia e hanno incassato parte dei guadagni dopo un forte rally (rialzo prolungato).

Il Nasdaq è entrato brevemente in territorio di correzione (calo di oltre il 10% dai massimi recenti), scendendo di oltre il 10% dai massimi per l’effetto combinato di valutazioni tirate, caro energia e incertezza geopolitica.

Grafico Nasdaq a 4 ore: prese di profitto; il movimento resta ordinato e il quadro di fondo sull’IA rimane solido

Nonostante la flessione, il tema di lungo periodo degli investimenti in IA è rimasto intatto. Microsoft ha pubblicato risultati solidi grazie alla crescita del cloud (servizi informatici via rete) e alla spesa in infrastrutture IA, mentre Meta ha sofferto perché il mercato ha messo in dubbio l’entità dei suoi piani di investimento in IA.

I titoli dei semiconduttori hanno mostrato andamenti misti: alcune società hanno risentito di timori su una domanda più debole e di prese di profitto, pur con opportunità di lungo periodo legate all’IA.

L’attenzione resta su un punto: gli utili legati all’IA riusciranno a crescere abbastanza da giustificare le valutazioni attuali, soprattutto in cloud, chip e infrastrutture per data center.

Cripto in recupero grazie alla domanda istituzionale

I mercati cripto sono risaliti a luglio: Bitcoin e il comparto degli asset digitali (strumenti basati su tecnologia blockchain) hanno beneficiato di un rinnovato interesse degli investitori istituzionali (fondi, banche, gestori professionali).

I forti afflussi (nuovi capitali in entrata) in prodotti negoziati in Borsa legati a Bitcoin ed Ethereum (ETP, strumenti che replicano un asset e si comprano/vendono come un’azione) hanno confermato la domanda istituzionale, mentre una regolamentazione più chiara in varie aree ha sostenuto la fiducia.

Grafico Bitcoin a 4 ore: mese migliore per le cripto, sostenuto da forti investimenti istituzionali

Dati d’inflazione più “freddi” (più bassi del previsto) hanno migliorato la propensione al rischio, sostenendo l’interesse per tecnologia e asset a maggiore crescita.

Bitcoin è rimasto la forza principale del settore, mentre Ethereum e alcune altcoin (criptovalute diverse da Bitcoin) hanno fatto meglio, con investitori alla ricerca di opportunità oltre la maggiore criptovaluta. La volatilità (oscillazioni rapide dei prezzi) può però restare elevata, perché il mercato continua a reagire a geopolitica, attese sui tassi e sviluppi regolamentari.


Primi segnali per agosto

Agosto porta spesso minore liquidità (meno scambi, quindi prezzi più facili da muovere) perché l’operatività estiva riduce la partecipazione al mercato. Tuttavia, geopolitica, dati sull’inflazione e risultati societari possono comunque generare movimenti rilevanti.

  • Dati macro e politica della Fed
    Gli investitori continueranno a monitorare inflazione, occupazione e crescita per capire se il caro energia inizierà a incidere sull’inflazione complessiva. Un’economia resistente o nuove pressioni sui prezzi possono sostenere dollaro e rendimenti dei Treasury (titoli di Stato USA), mentre dati più deboli possono aumentare le attese di una Fed più accomodante (più favorevole a tassi più bassi).
  • Rischi geopolitici ed energia
    Il conflitto in Medio Oriente resta il principale fattore di rischio per materie prime e clima di mercato. Qualsiasi escalation che coinvolga Iran, Israele o grandi rotte marittime può aumentare la volatilità del petrolio e influenzare le aspettative d’inflazione.
  • Crescita dell’IA e prospettive sugli utili
    I conti delle società tecnologiche resteranno centrali: il mercato valuterà se la spesa legata all’IA può continuare a sostenere la crescita. Saranno osservati da vicino cloud, domanda di semiconduttori e investimenti nei data center per capire se le valutazioni attuali sono ancora giustificate.

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