L’euro è rimasto vicino a 182,25 yen nella sessione europea di giovedì, conservando i guadagni delle ultime due sedute mentre l’EUR/JPY trattava con nervosismo, con il mercato tornato a concentrarsi sulla possibilità che Stati Uniti e Giappone possano rientrare sul mercato per sostenere la valuta nipponica. Il Ministero delle Finanze giapponese ha dichiarato la scorsa settimana di aver condotto un’operazione congiunta USA–Giappone per contrastare l’eccessiva volatilità e i movimenti disordinati dello yen, e le indicazioni ufficiali di inizio settimana hanno segnalato disponibilità a ulteriori interventi qualora le condizioni lo giustifichino.
L’attenzione si è spostata anche sui dati in arrivo dall’Eurozona, con le vendite al dettaglio di giugno attese alle 09:00 GMT. Il consenso Eurostat indica un rialzo dello 0,1% su base mensile dopo lo 0,2% di maggio, mentre il dato annuo è visto stabile all’1% contro l’1,6% precedente. In termini più generali, la direzione dello yen resta legata all’orientamento della Bank of Japan, al differenziale dei rendimenti tra USA e Giappone e ai cambiamenti del sentiment di rischio, con l’allontanamento della BoJ dalle politiche ultra-accomodanti nel 2024 che si confronta con cicli di allentamento altrove.
Volatilità e strategie in derivati tra minacce di intervento
Consigliamo ai trader in derivati di prepararsi a una volatilità più elevata sulle coppie EUR/JPY e USD/JPY nelle prossime settimane. Con il cross in area 182,25, la minaccia di ulteriori interventi congiunti USA-Giappone sul mercato rende molto rischiose le scommesse direzionali pure. Per gestire questa incertezza, è preferibile concentrarsi su strategie in derivati basate sulla volatilità, piuttosto che su semplici posizionamenti trend-following.
La volatilità implicita delle opzioni sul JPY storicamente aumenta durante le fasi di intervento, arrivando talvolta a superare il 15%, come visto durante la maxi-difesa da 9,8 trilioni di yen nel 2024. Raccomandiamo l’utilizzo di straddle o strangle long per beneficiare di movimenti improvvisi e marcati del cambio senza dover prevedere con precisione la tempistica delle azioni delle banche centrali. Questo approccio consente di catturare i guadagni derivanti dai gap di prezzo esplosivi che si verificano quando vengono eseguiti interventi congiunti.
Gestione del rischio e fondamentali di mercato
Se si detengono posizioni long su EUR/JPY, suggeriamo con forza l’acquisto di opzioni call JPY out-of-the-money a breve scadenza come copertura protettiva. I dati storici mostrano che gli interventi congiunti possono sottrarre istantaneamente 400-500 pip alle coppie con yen nel giro di poche ore. In assenza di queste opzioni di protezione, il rischio di stop-out improvvisi e “catastrofici” resta eccezionalmente elevato per i trader con leva.
È inoltre necessario monitorare da vicino i dati macro dell’Eurozona, come le imminenti vendite al dettaglio, stimate in rallentamento a un moderato +0,1% m/m. Indicatori in indebolimento nell’Eurozona, combinati con eventuali svolte più restrittive della Bank of Japan, potrebbero comprimere naturalmente il differenziale di rendimento. Questo quadro fondamentale suggerisce che eventuali spike rialzisti dell’EUR/JPY potrebbero incontrare forti resistenze, rafforzando la tesi di operatività tatticamente ribassista tramite opzioni put.
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