Le azioni globali sono salite con decisione, sostenute dal calo dei prezzi del petrolio e dall’allentamento delle aspettative d’inflazione che hanno favorito gli asset rischiosi, insieme alla tenuta dei dati USA e al rinnovato ottimismo sul ciclo di investimenti in capex legato all’AI. Negli Stati Uniti, l’S&P 500 ha guadagnato l’1,79% segnando il primo massimo storico in due mesi, mentre il Nasdaq è salito del 2,59%. La tecnologia ha guidato i rialzi, anche se i Mag-7 hanno aggiunto “solo” lo 0,73%, e il Philadelphia Semiconductor Index è balzato del 6,55%; questo ha portato il rialzo da mercoledì scorso al 16,58%, il maggior progresso su quattro sedute dal 2020 e il miglior guadagno giornaliero da marzo.
Anche l’Europa ha spinto ulteriormente in territorio record, con lo Stoxx 600 a +0,73%, il DAX a +0,77%, il CAC a +0,61% e il FTSE MIB a +1,26%, mentre il FTSE 100 ha aggiunto lo 0,20% e si trova lo 0,3% sotto il massimo. I listini asiatici hanno avanzato, guidati dal KOSPI a +4,32% e dal Nikkei a +3,32%; in Cina, lo Shanghai Composite è salito dell’1,34% contro un +0,99% del CSI 300, e l’Hang Seng ha limato al rialzo dello 0,11%. L’S&P/ASX 200 australiano è salito dello 0,71% dopo che la spesa delle famiglie di giugno è cresciuta dello 0,8% m/m contro lo 0,2% atteso, mentre i future sul Nasdaq erano a +0,11% rispetto a +0,32% per i future sull’S&P 500 dopo che AMD ha indicato ricavi Q3 a 13 mld di dollari contro 12,5 mld.
Opportunità tra massimi storici e bassa volatilità
Con gli indici azionari globali sui massimi storici e il Brent in discesa verso area 75 dollari, riteniamo che nelle prossime settimane il contesto resti molto favorevole per gli asset rischiosi. Considerato che gli indicatori di disinflazione si stanno ormai stabilizzando in area 2,5%, raccomandiamo ai trader su derivati di sfruttare l’attuale fase di bassa volatilità implicita. In particolare, l’acquisto di opzioni call near-the-money sull’S&P 500 o sui principali indici europei appare interessante, dato che il VIX resta comodamente sotto la media di lungo periodo (19,5), attestandosi intorno a 13.
L’impressionante balzo del 16,5% del comparto semiconduttori in quattro sedute evidenzia un forte momentum, ma movimenti così rapidi storicamente innescano correzioni di breve periodo. Suggeriamo di utilizzare bull call spread su derivati del settore tech per intercettare ulteriore rialzo, contenendo al contempo il costo del premio contro improvvise prese di profitto. La strategia tutela il capitale nel caso in cui i titoli dei chip più “tirati” si fermino a consolidare i robusti guadagni estivi.
Gestire i rischi mentre evolvono le dinamiche di mercato
Il calo dei prezzi dell’energia sta alimentando questo rally azionario, con i benchmark globali del greggio in ribasso di oltre il 5% di recente per effetto dell’aumento dell’offerta. Per coprire portafogli azionari più ampi, consigliamo posizioni long su opzioni put su ETF del settore energia o su future sul petrolio. Questo offre un’efficace controbilanciamento, poiché un improvviso shock geopolitico sui prezzi del greggio probabilmente frenerebbe l’attuale ottimismo azionario.
Con i mercati asiatici in forte rialzo e la spesa delle famiglie australiane sopra le attese di 0,6 punti percentuali, le opzioni sugli indici regionali presentano opportunità di breakout peculiari. Privilegiamo strategie di risk-reversal su ASX 200 e Nikkei 225 per partecipare a questo slancio globale. Storicamente, la seconda metà di agosto può portare volumi più bassi e movimenti improvvisi: è quindi cruciale mantenere dimensioni di posizione prudenti nella gestione di queste operazioni.
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