USD/CHF ha esteso i ribassi per la seconda seduta consecutiva, scambiando intorno a 0,8080 nelle ore asiatiche di mercoledì, mentre il Dollaro USA si è indebolito e la domanda di beni rifugio è diminuita in seguito al rinnovato slancio diplomatico sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Axios ha riferito che Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero vicini a un accordo provvisorio, con Washington che punta a un annuncio nella giornata di mercoledì. Il quadro prevederebbe un’intesa temporanea di 60 giorni tra Oman e Iran nello stretto, un collo di bottiglia per quasi il 20% dell’offerta energetica globale, con possibilità di estensione. Un parziale sostegno al Dollaro è arrivato dal rimbalzo del rendimento del Treasury USA decennale dopo la discesa verso il 4,61% di martedì: il calo dei prezzi dell’energia ha attenuato i timori d’inflazione e ridimensionato le aspettative di una risposta aggressiva della Federal Reserve.
Le comunicazioni della Fed sono state valutate come orientate a una linea restrittiva: lo Speechtracker di FXS ha assegnato a Schmid un punteggio di 7,3/10 rispetto a una base di 7/10, mentre il FXS Fed Sentiment Index è sceso di 0,96 punti a 145,80, rimanendo comunque sopra la soglia neutrale di 100. In Svizzera, l’inflazione CPI di luglio è stata dello 0,4% a/a contro lo 0,5% di giugno, e il CPI core è rimasto allo 0,3% a/a per il quarto mese consecutivo, mantenendo il tasso di politica monetaria della SNB ancorato allo 0,00%. Separatamente, commenti di mercato hanno descritto il Franco come la valuta G10 più debole finora in questo trimestre.
Potenziale per un’inversione al rialzo di USD/CHF
Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a una possibile inversione verso l’alto del cambio USD/CHF, scivolato intorno a 0,8080. Sebbene l’allentamento delle frizioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz abbia temporaneamente rafforzato il Franco svizzero, è probabile che questo premio da bene rifugio svanisca rapidamente. Storicamente, svolte diplomatiche simili hanno portato a bruschi arretramenti del CHF man mano che l’ansia di mercato si raffredda.
Riteniamo che la marcata divergenza dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Svizzera dominerà l’azione dei prezzi nelle prossime settimane. La Banca Nazionale Svizzera con elevata probabilità manterrà il tasso di riferimento ancorato allo 0,00% dopo la lettura ultra-bassa del CPI di luglio, pari allo 0,4% su base annua. Nel frattempo, i rendimenti del Treasury decennale USA restano solidi intorno al 4,61%, offrendo al Dollaro un significativo vantaggio in termini di rendimento.
Strategie per i trader su derivati
Per sfruttare questo scenario, raccomandiamo l’utilizzo di opzioni call su USD/CHF per posizionarsi su un rialzo di medio termine. Gli spread rialzisti (bull call spread) sono particolarmente interessanti in questo momento perché riducono il costo di ingresso pur proteggendo dalla volatilità ribassista di breve periodo. Consigliamo di impostare stop-loss o di monitorare barriere in prossimità del livello critico di 0,8000, che storicamente ha rappresentato un importante supporto psicologico.
Occorre inoltre mantenere alta l’attenzione sul persistente bias della Federal Reserve verso una politica monetaria più restrittiva. Con il Fed Sentiment Index che si colloca su un livello “hawkish” di 145,80, eventuali segnali di inflazione USA rigida potrebbero spingere ulteriormente al rialzo il biglietto verde. Anche il trading della volatilità di breve tramite straddle potrebbe rivelarsi profittevole se improvvisi titoli geopolitici dovessero interrompere l’attuale slancio diplomatico.
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