EUR/USD è rimasto sopra 1,1500 martedì, mentre i mercati valutavano gli aggiornamenti sui colloqui USA-Iran e la potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha affermato che Washington sta parlando con l’Iran e ha suggerito che un accordo per riaprire il passaggio potrebbe arrivare già martedì o mercoledì. Al Arabiya, citando una fonte senior, ha riportato anche che un annuncio potrebbe essere imminente. Le notizie hanno spinto il petrolio in ribasso, con il WTI in discesa verso 75,50 dollari, minimo di tre settimane, mentre il dollaro USA è sceso prima di recuperare parte del terreno. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che ci sono stati progressi nei colloqui che coinvolgono Iran e Oman, ma non è stato raggiunto alcun accordo definitivo, e il Dollar Index ha scambiato intorno a 99,90, pressoché invariato nella giornata.
Una riapertura completa potrebbe mettere ulteriore pressione sul petrolio, attenuando i rischi di inflazione e riducendo la probabilità di rialzi dei tassi a settembre da parte della Federal Reserve e della Banca centrale europea. L’attenzione si è spostata anche sui dati sul lavoro USA: le offerte di lavoro JOLTS sono scese a 7,359 milioni in giugno da 7,594 milioni, sotto la previsione di 7,4 milioni; ora i trader guardano alla variazione dell’occupazione ADP di mercoledì e ai Nonfarm Payrolls di venerdì. Il modello di fair value di breve periodo di ING colloca EUR/USD intorno a uno 0,5–1% di sopravvalutazione e si attende che la coppia torni sotto 1,150 con un USD più forte, pur non prevedendo un ritorno a 1,140 nel breve a meno che i payrolls non risultino insolitamente robusti.
Strategie di trading su derivati EUR/USD e petrolio
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un ritracciamento temporaneo della coppia EUR/USD verso area 1,1450 nelle prossime settimane. Sebbene l’euro abbia tenuto bene sopra 1,1500, i modelli di valutazione correnti indicano una sopravvalutazione di circa lo 0,5%–1,0%. In assenza di un significativo spostamento “dovish” da parte della Federal Reserve, la coppia valutaria manca dello slancio necessario per spingersi più in alto.
Raccomandiamo l’utilizzo di opzioni put di breve periodo su EUR/USD per sfruttare questa attesa deriva al ribasso. Storicamente, quando i prezzi del petrolio scendono bruscamente—come accaduto di recente a Brent e WTI, calati verso 75,50 dollari—le pressioni inflazionistiche si attenuano, offrendo alle banche centrali margine per mettere in pausa i rialzi dei tassi. Questo cambiamento del differenziale dei tassi è verosimilmente destinato a favorire il dollaro USA nel breve termine, soprattutto se i prossimi dati sui Nonfarm Payrolls supereranno le attese.
Per gestire il rischio, suggeriamo di coprire le esposizioni energetiche vendendo (short) futures sul petrolio o acquistando opzioni put sul WTI. La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del consumo mondiale di liquidi petroliferi, potrebbe trascinare i prezzi del petrolio verso il supporto in area 70 dollari. Storicamente, eventi analoghi di allentamento delle strozzature della catena di approvvigionamento, come le risoluzioni diplomatiche marittime del 2015, hanno innescato correzioni immediate del 5%–8% sui derivati energetici nell’arco di due settimane.
Strategie sui tassi d’interesse e opportunità sulla curva dei rendimenti
Per gli strategist sui tassi, suggeriamo di valutare posizioni lunghe sui futures Treasury a breve scadenza. Prezzi del petrolio più bassi probabilmente deprimeranno le metriche di inflazione headline, riducendo la probabilità implicita di un rialzo dei tassi Fed a settembre dall’attuale 45% a meno del 15%. Questo spostamento spingerebbe i rendimenti al ribasso sulla parte corta della curva, offrendo un punto d’ingresso interessante per operazioni di steepener sulla curva dei rendimenti.
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