Anna Paulson, presidente della Federal Reserve Bank di Philadelphia, ha dichiarato martedì a CNBC che l’inflazione di fondo resta troppo elevata e che la politica monetaria dovrebbe rimanere moderatamente restrittiva, aggiungendo che l’attuale impostazione probabilmente risponde a tale descrizione. Paulson ha affermato che la Federal Reserve è impegnata a riportare l’inflazione al target, definendo questo un periodo complesso per la politica monetaria. Ha inoltre detto che mantenere i tassi invariati al FOMC non è stata una decisione sul filo di lana e che l’incertezza rende difficile fornire una forward guidance.
Ha aggiunto che, se la politica è calibrata correttamente, l’inflazione dovrebbe attenuarsi; ma se la politica monetaria non fosse sufficientemente restrittiva, i dati indicherebbero un’inflazione elevata e persistente e la Fed dovrebbe intervenire qualora i progressi si arrestassero. Paulson ha descritto il mercato del lavoro come stabile al momento. Sul fronte energetico, ha detto che i prezzi sono volatili e ha suggerito che i dati indicano che tali movimenti possono essere “guardati oltre”, aggiungendo che è corretto guardare oltre gli shock dal lato dell’offerta. Ha anche dichiarato di restare impegnata a mantenere una mente aperta sulle prospettive di politica monetaria e di sostenere una nuova valutazione di come la Fed svolge il proprio lavoro.
Implicazioni per le strategie sui derivati su tassi, equity ed energia
Con la Federal Reserve che segnala che la politica monetaria resta “moderatamente restrittiva” e con i tassi in pausa, riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a una fase di minore volatilità dei tassi. Poiché la decisione di mantenere i tassi invariati non è stata particolarmente combattuta, i futures sui tassi a breve termine come i SOFR dovrebbero restare ancorati agli attuali range ristretti. Suggeriamo di concentrarsi su strategie in opzioni da mercato laterale, come gli iron condor, per sfruttare l’assenza di bruschi cambi di rotta della politica monetaria nelle prossime settimane.
Le recenti letture dell’inflazione, con il core PCE ancora nell’area 2,8%-3% nella prima metà dell’anno, supportano l’idea che la Fed non si affretterà a tagliare i tassi. I dati storici mostrano che quando la banca centrale mantiene una postura stabile e restrittiva, la volatilità degli indici azionari tende spesso a ridursi via via che l’incertezza di mercato si attenua. Potremmo puntare a strategie di vendita di premio sulle opzioni equity, mantenendo però un’attenzione elevata sui prossimi dati macro per eventuali segnali di inflazione persistentemente elevata.
Considerato il riconoscimento da parte della Fed della volatilità dei prezzi energetici, dobbiamo restare estremamente cauti con i derivati sull’energia. Il Brent e il gas naturale hanno registrato di recente frequenti oscillazioni a doppia cifra, il che suggerisce l’uso di spread in opzioni a rischio definito, piuttosto che vendite “nude” in questi mercati delle commodity. Questo approccio consente di sfruttare l’attuale fase di range senza esporsi a improvvisi shock dal lato dell’offerta.
Prospettive per la curva dei rendimenti dei Treasury
Ci aspettiamo che la curva dei rendimenti dei Treasury rimanga piatta finché la Fed terrà il punto sull’inflazione persistente. Storicamente, lunghi periodi di tassi stabili e restrittivi portano a una compressione del term premium, man mano che le aspettative di inflazione di lungo periodo si ancorano. Raccomandiamo ai trader di derivati sul reddito fisso di concentrarsi su posizionamenti di flattening della curva, prevedendo che i rendimenti a lungo termine resteranno frenati dalla determinazione della Fed.
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