Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha dichiarato martedì a CNBC che i negoziati con l’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbero concludersi già martedì o mercoledì e che si attende un rientro dei prezzi dell’energia.
Le dichiarazioni hanno innescato una reazione immediata del mercato. Il West Texas Intermediate (WTI) è sceso del 3,29% a circa 76,20 dollari al barile al momento della pubblicazione, dopo aver toccato in precedenza un minimo da oltre tre settimane a 75,68 dollari.
Prospettive per i mercati petroliferi e premio per il rischio geopolitico
Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per un ulteriore riassorbimento del premio per il rischio geopolitico nei mercati petroliferi nelle prossime settimane. Storicamente, lo Stretto di Hormuz gestisce circa 20 milioni di barili al giorno, pari a circa il 20% dei consumi globali di liquidi petroliferi. Con la possibile riapertura di questo snodo cruciale, il WTI potrebbe facilmente mettere alla prova il prossimo supporto rilevante in area 72 dollari al barile, man mano che si attenuano i timori sul fronte dell’offerta.
Ci aspettiamo una forte contrazione della volatilità sul mercato del petrolio, rendendo meno interessanti in questa fase le strategie long su opzioni. Il Cboe Crude Oil Volatility Index (OVX) tende a impennarsi durante le tensioni in Medio Oriente e a crollare rapidamente quando vengono annunciate soluzioni diplomatiche. I trader dovrebbero valutare la vendita di premio tramite bear call spread per sfruttare l’imminente compressione della volatilità implicita.
Strategie di trading e considerazioni di risk management
Per chi intende cogliere direttamente il momentum ribassista dei prezzi, raccomandiamo l’utilizzo di debit put spread con target nell’intervallo 70-73 dollari, con scadenza a fine agosto. Questa strategia limita l’impatto dei costi elevati del premio, pur mantenendo l’esposizione a un’ulteriore fase di sell-off. È inoltre opportuno monitorare lo spread Brent-WTI, che storicamente tende a restringersi quando si risolvono i colli di bottiglia nelle spedizioni dal Medio Oriente.
Occorre restare cauti e utilizzare stop-loss stretti, perché qualsiasi ritardo nella firma dell’accordo con l’Iran potrebbe innescare un violento short squeeze. In passato, gli sforzi diplomatici nella regione hanno spesso incontrato ostacoli dell’ultimo minuto, in grado di invertire rapidamente il calo odierno del 3,29%. Suggeriamo di mantenere dimensioni di posizione prudenti fino alla conferma delle firme ufficiali.
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