GBP/USD ha ceduto di circa lo 0,1% a ridosso di 1,3420 nella sessione europea di martedì, con la sterlina ancora sotto pressione mentre il dollaro ha esteso il rimbalzo. Il Dollar Index (DXY) è salito marginalmente verso 100,05 dopo una brusca ripresa lunedì, dopo aver in precedenza segnato un nuovo massimo di due settimane a 99,42. L’attenzione ora si sposta sulle pubblicazioni USA, tra cui i JOLTS Job Openings di giugno alle 14:00 GMT, attesi a 7,45 milioni contro 7,594 milioni di maggio, e il Nonfarm Payrolls di luglio in calendario venerdì, mentre i mercati valutano i prossimi passi della Federal Reserve.
Sul fronte grafico, GBP/USD era visto per l’ultima volta in area 1,3423, mantenendosi sopra la media mobile esponenziale a 20 giorni a 1,3389, mentre una linea di resistenza discendente limita il potenziale rialzista con un riferimento di rottura a 1,3473 e il livello successivo a 1,3500. L’RSI (Relative Strength Index) si collocava intorno a 54. Un ritorno sotto 1,3389 sposterebbe l’attenzione sul minimo del 28 luglio a 1,3274. In altri passaggi, la nota di contesto ricorda che la sterlina è la valuta più antica (886 d.C.) e, in base ai dati 2022, rappresenta il 12% del turnover FX, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno; GBP/USD vale l’11% del mercato FX, con GBP/JPY al 3% ed EUR/GBP al 2%.
Livelli chiave e strategie di trading
Consigliamo ai trader su derivati di monitorare attentamente la resistenza a 1,3470 su GBP/USD, mentre la coppia mette alla prova importanti trendline discendenti nelle prossime settimane. Con il cambio attualmente in area 1,3420, l’impostazione di ordini limit di vendita di breve periodo o l’acquisto di opzioni put in prossimità di questa barriera offre un profilo rischio/rendimento interessante. Se il tasso di cambio non riuscirà a superare 1,3473, ci attendiamo una rapida discesa verso la media mobile esponenziale a 20 giorni a 1,3389.
Driver macro e quadro di policy
Questa view ribassista è fortemente supportata da un dollaro USA in recupero, con il Dollar Index (DXY) tornato a 100,05. I dati economici recenti mostrano che i datori di lavoro statunitensi hanno aggiunto un solido 175.000 posti di lavoro nei mesi precedenti, mantenendo il tasso di disoccupazione nazionale stabile intorno al 4,1%. Se i prossimi dati sul Nonfarm Payrolls (NFP) di luglio supereranno le attese questo venerdì, la forza del dollaro probabilmente soffocherà qualsiasi residuo slancio della sterlina.
Nel frattempo, il tono dovish del governatore della Bank of England, Andrew Bailey, conferma che non possiamo contare su rialzi dei tassi per salvare la sterlina, soprattutto con l’inflazione nel Regno Unito in stabilizzazione vicino all’obiettivo del 2,0% della BoE. I trader speculativi si sono già adeguati a questa realtà: gli ultimi dati di posizionamento CFTC mostrano un marcato aumento dei contratti netti short su GBP. Questa mancanza di supporto sul fronte della politica monetaria rende difficile per la sterlina sostenere rialzi sopra la soglia critica di 1,3500.
Per operare in questo contesto, raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread con obiettivo sul supporto di fine luglio a 1,3274. Chi intende posizionarsi long dovrebbe attendere una chiusura giornaliera saldamente sopra 1,3500, che invaliderebbe l’attuale trend discendente. Con l’RSI giornaliero su un livello neutrale pari a 54, c’è ancora ampio spazio per una discesa prima che il mercato entri in ipervenduto.
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