L’oro ha registrato un lieve rialzo in Asia martedì, ma ha faticato a estendere i guadagni mentre i mercati attendevano nuovi sviluppi in Medio Oriente. L’incertezza sui colloqui di pace USA-Iran ha continuato a sostenere il dollaro USA, bene rifugio, mentre prezzi del greggio più solidi hanno mantenuto vive le preoccupazioni sull’inflazione e le attese di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, limitando il supporto al metallo giallo privo di rendimento. L’Iran ha negato lunedì che fossero in corso negoziati con gli Stati Uniti, provocando la reazione del presidente Donald Trump dopo che aveva fatto riferimento a nuovi colloqui nel momento in cui aveva annullato gli attacchi del fine settimana. Separatamente, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniane avrebbe attaccato una base militare statunitense in Kuwait con almeno tre droni, smorzando le aspettative di una soluzione diplomatica alla guerra USA-Iran in corso da cinque mesi.
Un consigliere senior della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaee, ha respinto le affermazioni secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe sulla strada della riapertura e ha detto che l’Iran non permetterà rotte alternative, avvertendo che le navi da guerra statunitensi verrebbero prese di mira per far rispettare tale linea. Con gli Houthi sostenuti dall’Iran che mantengono un blocco navale contro l’Arabia Saudita, i timori per l’offerta energetica hanno sostenuto un rimbalzo parziale del petrolio. Il “rate pricing” resta sostenuto: il CME FedWatch Tool indica una probabilità superiore al 60% di un rialzo a settembre e superiore all’85% entro fine anno, rafforzata dall’ISM PMI che segnala per luglio un’attività manifatturiera ai massimi da oltre quattro anni. Sul piano tecnico, XAU/USD si colloca sotto la SMA a 200 giorni; il MACD è positivo, l’RSI è a 46,48; la resistenza è in area 4.200 dollari e poi a 4.490,33, con supporto a 3.976–4.000 in vista del report NFP di venerdì.
Forza del dollaro USA e venti contrari per l’oro
Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per un dollaro USA più forte e di prepararsi a una pressione ribassista sull’oro nelle prossime settimane. La recente solidità del settore manifatturiero statunitense, con l’ISM PMI di luglio salito a un massimo pluriennale di 54,3%, rafforza nettamente l’ipotesi di tassi più alti. Con il mercato che sconta una probabilità dell’85% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro la fine di dicembre 2026, gli asset privi di rendimento come l’oro continueranno a subire forti venti contrari.
Sebbene l’escalation delle tensioni in Medio Oriente in genere inneschi acquisti “safe haven”, l’aumento concomitante dei prezzi del petrolio sta in realtà limitando il potenziale rialzista dell’oro alimentando timori inflazionistici. Storicamente, durante crisi geopolitiche accompagnate da un aumento dei costi energetici, l’indice del dollaro USA (DXY) tende a sovraperformare l’oro, come visto in passati shock energetici quando il biglietto verde ha guadagnato oltre il 5% in un mese. Riteniamo che il mercato valutario assorbirà la maggior parte dei flussi difensivi di capitale, lasciando l’oro particolarmente esposto a una svendita.
Strategie operative e livelli da monitorare
Per gli operatori in opzioni, raccomandiamo l’implementazione di strategie ribassiste, come l’acquisto di opzioni put “out-of-the-money” su XAU/USD con obiettivo il livello di supporto a 3.976 dollari. Anche la vendita di call spread appena sopra la forte resistenza a 4.200 offre un profilo rischio/rendimento interessante, data la debolezza del momentum tecnico. Questo consente di capitalizzare l’attuale fase di consolidamento senza rimanere esposti a improvvisi picchi intraday in vista del report sui Nonfarm Payrolls di venerdì.
Dobbiamo monitorare molto da vicino la cruciale zona di supporto 3.976–4.000 nelle prossime sedute. Una chiusura giornaliera decisiva sotto tale soglia probabilmente innescherà un’ondata di ordini automatici di stop-loss e accelererà la discesa verso livelli di supporto più profondi. Finché l’oro non riuscirà a riconquistare la sua Media Mobile Semplice a 200 giorni in area 4.490, dovremmo considerare eventuali rimbalzi di breve periodo come opportunità privilegiate di vendita.
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