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EUR/USD scivola verso 1,1500 mentre incombono le tensioni su Hormuz e i payroll Usa, le opzioni scommettono su un breakout

by VT Markets
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Aug 4, 2026

EUR/USD si è mosso intorno a 1,1500 nelle ore asiatiche di martedì, in calo per la terza seduta consecutiva, mentre il Dollaro USA ha trovato sostegno dall’incertezza in Medio Oriente, anche se restano vive le speranze diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. Qualsiasi escalation in grado di spingere al rialzo il prezzo del greggio potrebbe mantenere la Federal Reserve orientata a tenere i tassi più alti più a lungo. In questo contesto, Donald Trump ha descritto la sua ultima offerta di colloqui come un “ultima chance” dopo aver annullato un attacco su larga scala; le discussioni ruotano attorno alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle preoccupazioni sul programma nucleare iraniano. Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha respinto le condizioni, affermando che l’Iran non consentirà un secondo corridoio e avvertendo che navi da guerra o forze straniere verrebbero prese di mira.

Sul fronte della politica monetaria, secondo indiscrezioni il presidente della Fed Kevin Warsh starebbe valutando modifiche operative, tra cui sei riunioni annue di decisione sui tassi più due sessioni aggiuntive dedicate alla politica economica in senso più ampio. I mercati guardano al report sul lavoro USA di luglio in uscita venerdì: i Nonfarm Payrolls sono attesi a 83.000 contro 57.000, mentre il tasso di disoccupazione è visto al 4,3% dopo il 4,2% di giugno. L’euro ha trovato un certo supporto mentre il petrolio scendeva sulle speranze di un accordo USA-Iran, anche se i mercati monetari hanno ridotto le attese di ulteriore inasprimento da parte della Banca Centrale Europea, pur con un rialzo a settembre ancora ampiamente prezzato. Il CTA Tracker di TD Securities presenta la “CTA positioning est., EUR” nei regimi “big downtape”, “downtape” e “flat tape” per misurare l’esposizione sistematica ai futures sull’euro.

Strategie sulla volatilità e approcci di copertura

Riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a un breakout imminente acquistando straddle o strangle EUR/USD di breve scadenza in vista dei payroll USA di venerdì. Con il cross compresso intorno a 1,1500 e la volatilità implicita settimanale su livelli relativamente bassi, il mercato delle opzioni starebbe sottostimando l’ampiezza dei possibili movimenti. Storicamente, uno scostamento di appena 30.000 unità rispetto alla stima di 83.000 per i nonfarm payroll ha innescato un movimento medio di 70 pip sulla coppia entro la prima ora dalla pubblicazione.

Considerata la fragilità della situazione nello Stretto di Hormuz, raccomandiamo di utilizzare call out-of-the-money sul Brent come copertura di eventuali posizioni lunghe in euro. Un’improvvisa escalation geopolitica potrebbe facilmente riportare il petrolio sopra 85 dollari al barile, trascinando l’euro verso 1,1350 per effetto dell’aumento dei costi di importazione energetica. Al contrario, se gli sforzi diplomatici dovessero andare a buon fine, il Brent potrebbe scendere verso 70 dollari, spingendo EUR/USD verso la resistenza principale a 1,1620.

Flussi sistematici e strategie sul differenziale dei tassi

Suggeriamo di monitorare con attenzione i livelli dei flussi sistematici, poiché i commodity trading advisor (CTA) stanno attualmente mantenendo un bias neutrale o leggermente corto sull’euro. Secondo i più recenti dati di monitoraggio algoritmico, una rottura sostenuta al di sotto del supporto a 1,1480 dovrebbe attivare consistenti vendite automatiche dai modelli CTA in regime “downtape”. Per sfruttare tale comportamento sistematico, i trader sui futures dovrebbero valutare l’inserimento di ordini di vendita stop-entry appena sotto questa soglia.

Occorre inoltre posizionarsi in vista dello spostamento dei differenziali di tasso: i futures sui Fed funds prezzano attualmente una probabilità del 65% di una pausa sui tassi se la disoccupazione USA dovesse attestarsi al 4,3% previsto. Nel frattempo, i mercati monetari dell’Eurozona indicano una probabilità nell’ordine dell’80% (alta) di un rialzo dei tassi BCE entro settembre, creando uno spread di rendimento favorevole all’euro. Negoziare questa divergenza tramite bull call spread sull’euro potrebbe offrire un buon rapporto rischio/rendimento se il report sul lavoro USA confermasse un raffreddamento del mercato del lavoro.

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