Il petrolio è sceso mentre i mercati hanno prezzato una potenziale ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, dopo il commento di Donald Trump secondo cui le discussioni sarebbero in corso, nonostante Teheran abbia affermato di non avere piani per negoziati diretti. Il Dollar Index (DXY) è salito di circa lo 0,1% in area 99,90, poco sotto 100,00, dopo che l’ISM manifatturiero è aumentato a 55,6 a luglio da 53,3, sopra la previsione di 54. I nuovi ordini sono saliti a 56,7, mentre i prezzi pagati sono scesi a 71,1 da 73. Nel FX G10, EUR/USD è sceso di circa lo 0,2% a 1,1510 e GBP/USD ha ceduto circa lo 0,4% a 1,3430; USD/JPY è diminuito di circa lo 0,4% a 156,90 e AUD/USD è sceso di circa lo 0,5% a 0,6990. Il WTI è crollato di circa il 7,4% fino a circa 78 dollari al barile, mentre l’oro è salito di circa lo 0,2% a circa 4.052 dollari l’oncia, mantenendosi sopra 4.000.
L’attenzione di martedì si sposta sui dati Asia-Pacifico: il tasso di disoccupazione della Nuova Zelanda nel 2° trimestre è atteso al 5,4% rispetto al 5,3%, con crescita dell’occupazione allo 0,1% dallo 0,2% e indice del costo del lavoro allo 0,6% trimestrale. In Australia il PMI servizi finale S&P Global è atteso a 53 e il composito a 52,6, insieme all’indice industriale AiG. In Giappone, le retribuzioni in contanti (labour cash earnings) sono previste al 3,4% a/a a giugno rispetto al 3,2%, e la BoJ pubblicherà i verbali di giugno. In Cina il PMI servizi di RatingDog è visto a 53,7, in calo da 54,1. In Canada il PMI manifatturiero S&P Global è atteso a 50,2 dopo 53, mentre gli ordini alle fabbriche USA sono previsti in aumento dello 0,2% m/m a giugno dopo un calo dell’1,3%, e le aperture di posti JOLTS sono viste a 7,45 milioni rispetto a 7,594 milioni.
Strategie in opzioni per commodity e asset rifugio
Dovremmo posizionarci per un’ulteriore fase ribassista del petrolio utilizzando bear put spread sul West Texas Intermediate (WTI). Il brusco calo di ieri del 7,4% a 78 dollari al barile mostra quanto rapidamente possano sgonfiarsi i premi per il rischio geopolitico, in modo simile ai maxi-crolli giornalieri osservati in precedenti fasi di timori di eccesso di offerta. Con Washington e Teheran che lasciano intendere una possibile apertura negoziale, ci aspettiamo che la volatilità implicita resti elevata, rendendo particolarmente interessanti strutture in opzioni a rischio limitato.
Nonostante un dollaro USA più forte, raccomandiamo di mantenere opzioni call di lungo periodo sull’oro mentre consolida sopra la soglia storica dei 4.052 dollari. La capacità dell’oro di reggere un Dollar Index (DXY) in rialzo in area 99,90 segnala una forte domanda difensiva che storicamente ha preceduto bull run prolungate. Le banche centrali hanno acquistato un record di 1.037 tonnellate d’oro durante precedenti fasi di stress bancario globale, e questo appetito istituzionale in corso implica che eventuali storni legati alla geopolitica dovrebbero essere considerati opportunità di acquisto.
Tattiche di trading su FX major e valute legate alle commodity
Consigliamo di operare su USD/JPY con un’impostazione ribassista tramite opzioni put, per sfruttare l’orientamento hawkish della Bank of Japan. L’incapacità del cross di salire insieme al dollaro evidenzia il timore del mercato per un nuovo intervento diretto, simile alla storica operazione di difesa da 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) del 2024. Con la crescita salariale giapponese prevista in accelerazione al 3,4% a/a, un ulteriore irrigidimento monetario probabilmente spingerà il cambio ben sotto 156,90.
Per i major europei, dovremmo cercare di vendere i rialzi su GBP/USD mantenendo al contempo strutture neutrali-intonate al rialzo su EUR/USD sopra 1,1500. Il calo dello 0,4% della sterlina a 1,3430 mette in evidenza la vulnerabilità a un dollaro in recupero, soprattutto in assenza di catalizzatori domestici nel Regno Unito in grado di sostenere il recente tono hawkish della Bank of England. Nel frattempo, la tenuta dell’euro in area 1,1510 suggerisce che acquirenti istituzionali stiano difendendo attivamente questa zona chiave di supporto.
Suggeriamo di acquistare opzioni put su dollaro australiano e dollaro neozelandese in vista dei prossimi dati sul mercato del lavoro in Oceania. AUD/USD è tornato sotto la soglia critica di 0,7000, mentre il tasso di disoccupazione della Nuova Zelanda è previsto in aumento al 5,4%. Storicamente, l’indebolimento dei mercati del lavoro in quest’area innesca rapidi cambi di tono dovish da parte delle banche centrali, che probabilmente accelereranno l’attuale scivolamento di queste valute legate alle commodity.
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