Frank E. Holmes ha affermato che la domanda di oro riflette un “fear trade” occidentale e un “love trade” guidato dall’Asia, con circa il 60% degli acquisti globali legato alla ricchezza familiare portatile in Asia e Medio Oriente. Ha collegato il sostegno al metallo fisico a oltre 350.000 miliardi di dollari di debito globale e a politiche fiscali in stile MMT, insieme alla portata della Belt and Road cinese e all’influenza dei BRICS. Holmes ha citato l’affermazione secondo cui circa il 75% degli Stati membri dell’ONU avrebbe legami finanziari con la Cina tramite i prestiti della Belt and Road. Ha inoltre evidenziato il cambio di rotta del Giappone, che si allontana dai tassi prossimi allo zero dopo circa 30 anni, descrivendo gli unwind dei carry trade che possono forzare vendite trasversali su più asset, pur sottolineando che quasi metà del debito giapponese è detenuto internamente dalla Bank of Japan.
Holmes ha indicato la spesa in conto capitale (capex) per l’IA come segnale di domanda per i metalli industriali, citando il data center da 14 miliardi di dollari pianificato da Meta a El Paso, che richiederebbe circa 50.000 tonnellate di rame, e la spinta di BlackRock sull’infrastruttura per l’IA, pari a circa 10 miliardi di dollari e sostenuta da fondi sovrani. Il suo lavoro quantitativo ha descritto l’argento muoversi fino a circa sei deviazioni standard sopra il trend prima di aumenti dei margini, mentre l’oro è passato da circa tre deviazioni standard sopra a circa 1,6 sotto; ha stimato la probabilità di un rialzo dell’oro nei prossimi 60 giorni di contrattazione intorno all’85%. Altri numeri includevano una proposta di allocazione del 10% tra oro e argento, uno scenario mark-to-market che implicherebbe 40.000 dollari l’oncia, navi cargo che movimentano circa l’80% delle commodity, volumi TSA in aumento da circa 85.000 al giorno nel 2020 a circa 3 milioni, e una stima di circa 2.500 miliardi di dollari per la modernizzazione della difesa e l’IA.
Posizionamento strategico su oro, argento e derivati
Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero prepararsi a un significativo movimento rialzista di oro e argento nelle prossime settimane, trattando la recente fase laterale come una grande opportunità d’acquisto. I modelli quantitativi indicano che quando l’oro scende sotto il proprio trend statistico, esiste una probabilità dell’85% di un forte rimbalzo dei prezzi entro i successivi 60 giorni di contrattazione. Questo scenario è fortemente supportato dalla domanda fisica, poiché le banche centrali globali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate d’oro all’anno per diversificare dal dollaro statunitense.
Per muoverci in questo contesto, dobbiamo gestire con attenzione i rischi associati al continuo smontaggio del carry trade sullo yen giapponese. Man mano che la Bank of Japan continua ad alzare i tassi d’interesse dai minimi storici, gli investitori globali sono costretti a liquidare asset in profitto, incluso l’oro, per coprire le margin call. I trader di derivati dovrebbero utilizzare opzioni call long sull’oro, anziché futures altamente leverage, per attraversare questi cali temporanei guidati dalla liquidità senza essere estromessi da stop.
Opportunità nei metalli industriali e gestione del ciclo del debito
Oltre ai metalli preziosi, vediamo una forza notevole nelle commodity industriali come il rame, trainata da una spesa massiccia per infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. I colossi tecnologici stanno impegnando decine di miliardi di dollari per costruire enormi data center per l’IA, con singole strutture che possono richiedere fino a 50.000 tonnellate di rame per soddisfare la domanda di energia. Un dimensionamento della posizione tramite opzioni call sul rame o bull call spread nel prossimo mese ci consentirà di capitalizzare questo superciclo industriale di lungo periodo.
Con il debito globale oltre i 315.000 miliardi di dollari, i governi torneranno inevitabilmente all’espansione monetaria e alla creazione di moneta al primo segnale di un forte rallentamento economico. Nelle prossime settimane, raccomandiamo di accumulare derivati su oro e argento con scadenze tra 60 e 90 giorni per posizionarci in anticipo rispetto a questa inevitabile ondata inflazionistica. Concentrandoci su strategie in opzioni a rischio definito, possiamo sfruttare questo potente bull market strutturale, proteggendo al contempo il capitale dal rumore di mercato di breve periodo.
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